Il Tirreno

Lucca

Migranti, prima accoglienza: via ai controlli

di Gianni Parrini
Migranti, prima accoglienza: via ai controlli

In corso le verifiche sulle strutture che ospitano i profughi. Intanto con il nuovo bando la Provincia tocca quota 822

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LUCCA. Dal 1° luglio, grazie all’ultimo bando della prefettura, i posti disponibili per i migranti in provincia di Lucca saranno 822, compresi gli ultimi arrivi in Versilia. Un numero che supera addirittura il parametro di 1 profugo ogni 600 abitanti indicato dalla Regione (ma dentro sono calcolati anche 151 ospiti dell’hub delle Tagliate). Inoltre sono in corso i controlli per verificare che le strutture di accoglienza rispettino tutti gli obblighi inseriti nella convenzione con la prefettura.

Sono queste alcune delle notizie emerse dalla chiacchierata con il vicario del prefetto, Francesco Fabio Marzano. Arrivato a Lucca solo da poche settimane, Marzano ha preso in mano la gestione dell’accoglienza, lavorando gomito a gomito con il prefetto Giovanna Cagliostro. «Con l’ultimo bando – spiega il vicario – siamo riusciti a reperire 103 nuovi posti, che saranno disponibili dal 1° luglio. Altri 22 saranno disponibili da settembre. Nel bando di giugno, inoltre, abbiamo “sanato” 92 assegnazione fatte nei mesi scorsi con procedura d’urgenza per alleggerire la tensostruttura delle Tagliate». E proprio grazie ai nuovi posti reperiti col bando, il centro gestito dalla Croce rossa verrà alleggerito. «Quanto rimarrà? Non so dirlo. L’ideale sarebbe che la tensostruttura fosse sempre vuota o quasi. Dovrebbe essere un punto di riferimento per le situazioni emergenziali in cui i profughi stazionano poco, in attesa di essere distribuiti nelle strutture di prima accoglienza. Altri punti di questo tipo? Dopo il no di Camaiore, stiamo facendo una ricognizione per cercare aree adatte. C’è un confronto aperto con le curie. Ma dopo l’ultimo bando la situazione è sotto controllo, e questa non è un’esigenza primaria».

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C’è poi la questione controlli. La domanda è semplice: chi vigila sulle condizioni in cui sono ospitati i profughi nelle strutture? Domanda legittima, visto che il business dell’accoglienza fa gola a molti e spesso il guadagno passa in primo piano rispetto alla dignità delle condizioni di accoglienza. «Prima di assegnare i migranti – spiega Marzano – la prefettura controlla i requisiti di onorabilità e rispettabilità sia dei soggetti che stipulano la convenzione, sia dei proprietari degli immobili in cui i migranti sono ospitati. L’importo degli affitti, invece, non ci è noto visto che riguarda rapporti tra privati. Il nostro compito è quello di controllare periodicamente tutte le strutture. Un programma di verifiche è partito da un paio di settimane ed è attualmente in corso in Lucchesia e in Versilia. Personale della prefettura va in loco, parla con i gestori e soprattutto gli ospiti per capire se qualcosa non va. Inoltre, abbiamo creato un tavolo di lavoro per risolvere i piccoli problemi del quotidiano. In conclusione devo dire che il livello è buono no ci sono situazione che destano preoccupazione. Il sequestro preventivo di Borgo Biaia da parte della Finanza? La vicenda è nota, ma non ha niente a che vedere con l’accoglienza dei migranti».

Con questi numeri, la Provincia di Lucca nel suo complesso, supera il parametro di riferimento indicato dalla Regione: ovvero un migrante ogni 600 abitanti. Essendo poco più di 391.000 i cittadini lucchesi, il numero di profughi da ospitare sarebbe di “sole” 652 unità. La domanda è cosa succede adesso. «Gli arrivi sono in diminuzione – spiega Marzano – Ma occorre dire che le stime sui prossimi mesi hanno un livello di errore enorme, perché dipendono da variabili che nessuno è in grado di controllare. Mi riferisco ai focolai di crisi, alla situazione in Libia e alla tenuta dell’accordo tra l’Unione europea e Ankara.Chi può dire cosa accadrà?».

Il problema vero, secondo la prefettura, è che se gli sbarchi dovessero aumentare in maniera cospicua, il modello dell’accoglienza diffusa (cioè distribuzione in piccoli gruppi), non reggerebbe. «E in quest’ottica Lucca non è messa bene – spiega Marzano – Gli spazi pubblici per ospitare gruppi più numerosi non ci sono». Ci sarà da gettare anche uno sguardo al dopo accoglienza: secondo alcune statistiche oltre la metà dei richiedenti asilo non ha diritto alla protezione internazionale. «A quel punto – spiega Marzano – riceveranno il trattamento giuridico previsto per tutti i migranti economici». In teoria, dunque, molti profughi dovrebbero essere rimpatriati.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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