Sicurezza
Spari nell’oliveta, udienza rinviata a luglio
Intanto il sostituto procuratore Mariotti nomina come perito un esperto di balistica del Ris di Roma
LUCCA. Spari nell’oliveto, rinviata al 19 luglio l’udienza di fronte a gup. Intanto il pm nomina un perito: si tratta di un esperto di balistica del Ris di Roma.
Si sarebbe dovuta tenere martedì 28 giugno di fronte al giudice Silvia Mugnaini l’udienza del procedimento che vede imputato Marco Zappelli, il 58enne di Ghivizzano accusato del duplice tentato omicidio di Gianfranco Barsi e del figlio Riccardo. Il fatto risale all’8 novembre: a seguito di una banale discussione per il passaggio su una proprietà privata Zappelli imbracciò il fucile e fece fuoco contro il più grande dei Barsi, lasciandolo a terra in una pozza di sangue. Poi rivolse l’arma contro il figlio sparando due colpi che per fortuna non centrarono il bersaglio.
Nei giorni scorsi il sostituto procuratore Antonio Mariotti ha nominato un perito: si tratta di un esperto di balistica del Ris di Roma. Il nodo processuale gira intorno a una domanda: Zappelli sparò per uccidere? Se nel caso di Gianfranco Barsi la risposta è abbastanza evidente, più incerta è la definizione della condotta tenuta nei confronti del figlio Riccardo. I legali del cacciatore, gli avvocati Paolo Mei e Vincenzo Locane, hanno chiesto e ottenuto l’abbreviato condizionato: facendosi forte del parere di un perito di loro scelta, puntano a dimostrare che i colpi esplosi verso il 19enne non potevano essere letali. Di parere opposto è la procura. Dopo aver ascoltato i periti di parte il giudice Mugnaini valuterà se sia necessario far fare una terza perizia d’ufficio.
Intanto Gianfranco Barsi continua il lungo e difficile percorso di recupero. Il colpo sparatogli a bruciapelo da Zappelli lo ha lasciato su una sedie a rotelle. Riesce a muovere il bicipite del braccio destro e il polso. Nient’altro. Colpa dei pallini di piombo che gli sono finiti nel midollo della colonna vertebrale. La famiglia e gli amici si sono adoperati per rendere il più possibile proficuo il suo percorso di recupero ma non è cosa facile.
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