Il Tirreno

Lucca

La villa amata da Puccini è in vendita

La villa amata da Puccini è in vendita

Sotheby’s mette sul mercato la casa di Chiatri. Sono necessari diversi lavori di recupero

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LUCCA. “Giacomo Puccini's splendid villa”. Quattro parole, in inglese, sul sito di uno dei maggiori intermediari di vendite immmobiliare extra lusso, quello che fa capo alla casa d’asta Sotheby’s. La casa di Puccini, anzi la villa messa in vendita è quella di Chiatri, quella che il compositore fece costruire su una precedente costruzione acquistata a fine Ottocento. Quella in cui fu concepito e scritto il primo atto della “Fanciulla del West”.

Ora la proprietà che l’aveva acquistata diversi anni fa - un avvocato di Milano - ha deciso di passare la mano. A portare a questo passo, con tutta probabilità, l’impegno gravoso nei lavori di ristrutturazione che - nelle intenzioni - avrebbero dovuto portare alla realizzazione di un centro culturale.

Il prezzo non è indicato, visto che siamo di fronte a una trattativa riservata e la casa d’asta non fornisce alcuna indicazione. Dovrebbe, comunque, superare i cinque milioni di euro. E, in ogni caso, c’è da considerare che i lavori di restauro non sono completati e che saranno, ovviamente, a carico del futuro proprietario della villa.

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Quella di Chiatri è una delle cinque abitazioni che fra Lucca, la Mediavalle e la Versilia hanno segnato la vita del compositore e i percorsi degli appassionati della sua musica. Tre di queste sono visitabili. Si tratta della casa natale in corte San Lorenzo a Lucca, riaperta qualche anno fa e gestita dalla Fondazione Puccini. L’altra è la casa-mausoleo sul Belvedere di Torre del Lago, di proprietà dell’ultima discendente del Maestro, Simonetta Puccini. C’è poi la casa-museo di Celle dei Puccini, nel territorio di Pescaglia, di proprietà dell’Associazione Lucchesi nel mondo.

Appartiene ancora alla Fondazione, invece, la casa abitata da Puccini negli anni Venti in viale Buonarroti a Viareggio, fronte pineta. La villa, dove fu composta Turandot, passò in mano alla Fondazione lucchese dopo una lunga trafila giudiziaria, ma ancora non è aperta al pubblico.

Ultima delle quattro, appunto, quella di Chiatri. Anch’essa sprangata alla passione dei melomani per chissà ancora quanto tempo, se mai verrà aperta.

Qulche mese fa - eravamo a settembre dello scorso anno - la villa di Chiatri balzò all’onore della cronaca per un albero che, caduto, rischiava di creare seri danni. In quell’occasione, interpellato dal nostro giornale, il sindaco Alessandro Tambellini, che è anche presidente della Fondazione Puccini, auspicò proprio in questo secondo ruolo che fosse «inserirla tra i luoghi pucciniani. Abbiamo anche aggiunto il nome Puccini all’abitato di Chiatri, proprio per sottolineare questo legame». Tambellini ricordava però che, trattandosi di una proprietà privata, i margini dell’amministrazione fossero (e siano) risicati. Ora la nuova vendita complicherà senz’altro il tutto e allungherà i tempi. A meno che - ma probabilmente si tratta più di un’ipotesi di scuola che di qualcosa di concreto - non sia la stessa Fondazione Puccini ad avanzare un’offerta, per entrare in possesso di una terza casa legata al maestro.

Una casa che, per inciso, lui amò molto al contrario della moglie Elvira. Proprio per questa antipatia della consorte, il Maestro non riuscì a soggiornarvi a lungo, e sicuramente non quanto avrebbe voluto. L’ultima permanenza documentata risale a circa un mese prima della sua morte, avvenuta il 29 novembre del 1924 in una clinica di Bruxelles, dove era ricoverato per farsi curare un tumore alla gola. La casa rimase di proprietà della famiglia Puccini per una ventina di anni, per essere poi venduta. Durante i periodi di assenza di Puccini da Chiatri (sempre più frequenti e sempre più lunghi, con il passare degli anni) a occuparsi della villa era il custode, Efriam Salvetti, ribattezzato dallo stesso maestro “Frak” (le discendenti hanno aperto un’osteria a San Concordio, chiamata appunto “Le nipoti di Frak”) e non manca la leggenda, quella del fantasma di Frak che, fedele alle consegne di Puccini, ancor oggi veglierebbe sulla villa.

 

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