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«La Corte di appello conferma: sì al pasto portato da casa»

CAPANNORI. Una prima vittoria per il Comitato mensa arriva da lontano, dal Piemonte e, per l’esattezza, da Torino. «Una sentenza della corte di appello di Torino pubblicata tre giorni fa – scrive...

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CAPANNORI. Una prima vittoria per il Comitato mensa arriva da lontano, dal Piemonte e, per l’esattezza, da Torino.

«Una sentenza della corte di appello di Torino pubblicata tre giorni fa – scrive il Comitato – per la prima volta in Italia, accerta il diritto dei genitori di poter scegliere tra la refezione scolastica e il pasto da casa, portato e consumato a scuola nell'orario destinato alla refezione, e questa sentenza, chiaramente, vale per tutta l'Italia».

Per il Comitato problema mensa era importante che fosse riconosciuto il diritto di poter scegliere tra l’usufruire del servizio proposto dai Comuni e la possibilità di mandare a scuola i figli con il proprio pasto. Il Comitato evidenzia gli obiettivi della sua mobilitazione, che ha portato qualche settimana fa a una manifestazione di protesta davanti al municipio, e all’iniziativa del “panino-day”, con il pasto portato da casa per una settimana.

Il Comitato va all’attacco chiedendo «più poteri di reale controllo per i commissari mensa, trasparenza e comunicazione efficace nella rete Comune-famiglie e viceversa, cucine interne ripristinate con cuoche che ritornino a cucinare per i nostri bambini riempiendo la scuola di profumi che diventano sapori all'ora di pranzo. Ma davvero si sta inseguendo una chimera? Come non accennare poi al tanto sbandierato pesce viareggino che sarebbe dovuto entrare da aprile (pesce d'aprile?) nei piatti dei nostri bambini, ma che, di fatto, quando c'è stato, era sotto forma di polpetta con prevalenza di patata? E comunque in molti dei giorni in cui avrebbe dovuto esserci è stato quasi sempre sostituito da dei menù a tema, che tutto avevano fuorché il pesce. Comunque i genitori devono sapere che con la sentenza del tribunale di Torino, già dal prossimo settembre i bambini potranno portarsi a scuola il pasto da casa. Una svolta epocale, un riconoscimento giuridico che potrà anche fungere da stimolo alle società di ristorazione».

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