Toscana
Tante risorse ma uso scarso per il polo tecnologico
Opposizioni unite nel contestare la gestione del centro di Segromigno in Monte «Si parla di rilancio, ma dall’inaugurazione nel febbraio 2014 è stato fatto poco»
CAPANNORI. Si riaccende la polemica sul polo tecnologico di Segromigno. I gruppi di opposizione tornano all'attacco dopo la presentazione del nuovo progetto del Comune di Capannori per la struttura.
«Siamo tutti molto orgogliosi, si fa per dire, che finalmente il polo tecnologico di Segromigno in Monte, dopo le inaugurazioni e le vane promesse finalmente venga utilizzato – dicono in un comunicato congiunto le opposizioni Alternativa Civica, Forza Italia, Udc e Movimento Cinque Stelle – e che non sia solo come contenitore di uffici come la Capannori Servizi e il Centro di Ricerca Rifiuti Zero, ma soprattutto per lo scopo per cui il polo è stato costruito, cioè fare innovazione e impresa. Visto che la struttura è stata profumatamente pagata da noi cittadini e che sono passati ben due anni dall'insediamento della nuova amministrazione è sicuramente positivo che si riesca a organizzare un evento per promuoverne i servizi».
Ma, continua la minoranza, «siamo andati a vedere di persona come funziona, cosa c'è, cosa è stato acquistato e come le risorse vengono impiegate e ci sono alcune perplessità: se si parla di rilancio significa che dall’inaugurazione del febbraio 2014 non è stato fatto granché, nonostante le dichiarazioni dell'assessora Miccichè. Tutta questa rete di contatti di cui parla, a nostra precisa richiesta in consiglio, non ci è mai stata fornita. Alcune aziende di eccellenza presenti sul territorio, non sono addirittura state mai contattate».
«Non abbiamo visto – continua l’opposizione – alcun ricercatore utilizzare i macchinari presenti nel polo. Ci è stato spiegato che i ricercatori del Nest verranno a Segromigno a utilizzare i macchinari. Ma se il polo deve fare da collettore tra aziende e università non si potrebbero usare i laboratori già esistenti al Nest senza comprare altri strumenti costosi?».
Per l'opposizione «prima si dovevano evidenziare i bisogni delle aziende e successivamente acquistare costosissimi macchinari, che allora sarebbero davvero serviti per le imprese. Invece è stato fatto esattamente il contrario: prima si sono acquistati macchinari (tre microscopi) e poi si vedrà se a qualcuno potranno servire. Siamo sicuri che questo modello funzioni? Oppure si rischia di fare la fine di Veneto Nanotech, nato nel 2003 nella patria del manifatturiero e miseramente fallito? Non è certo questo il modo per aiutare le aziende a sviluppare e a crescere. Non si spendono così i soldi pubblici e non si prendono in giro così i cittadini».
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