Il Tirreno

Lucca

Stangata sul poliziotto rapinatore

di Pietro Barghigiani
Stangata sul poliziotto rapinatore

Lucca: Daniele Trubiano condannato a sei anni e mezzo. Il pubblico ministero aveva chiesto quattro anni e quattro mesi

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Una condanna più severa di quanto aveva chiesto il pubblico ministero. Una pena a sei anni e mezzo per Daniele Trubiano, il poliziotto-rapinatore seriale, 50 anni, residente a Riglione (frazione di Pisa), arrestato in flagranza, nel settembre 2015 a Lucca, sua città di origine, dopo aver appena concluso una rapina al punto Conad della frazione di Sant'Alessio.

Il giudice delle udienze preliminari del tribunale pisano, Giulio Cesare Cipolletta poco dopo mezzogiorno ha letto il dispositivo della sentenza contro la quale la difesa dell'imputato, assistito dall’avvocato Giuseppe Carvelli, farà appello. Il pubblico ministero Flavia Alemi aveva chiesto quattro anni e sei mesi per il poliziotto in servizio alla Digos pisana, dal giorno dell’arresto sospeso dal servizio, reo confesso di almeno sette rapine a negozi e supermarket nelle province di Pisa, Lucca e Livorno.

È stata un’udienza breve quella che ha definito, in primo grado, le responsabilità del servitore dello Stato che per debiti si era trasformato in bandito. Il rito abbreviato ha abbattuto i tempi del processo. Pentito per quello che ha fatto e desideroso di ricominciare una nuova vita facendo tesoro degli sbagli commessi,

[[atex:gelocal:il-tirreno:lucca:cronaca:1.12175813:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/lucca/cronaca/2015/09/29/news/rapina-al-supermercato-conad-l-autore-e-un-poliziotto-1.12175813]]

Trubiano, un passato da investigatore dell'antiterrorismo, era presente in aula accompagnato dalla sua convivente. Rasato, camicia, nera, jeans e mocassini, il poliziotto-rapinatore è rimasto impassibile quando il giudice ha pronunciato il verdetto. La prossima partita si giocherà in Corte d'Appello.

Almeno una quindicina le parti offese che hanno assistito all'udienza. «Per la paura che ci ha fatto prendere gli hanno dato anche poco», ha commentato una delle commesse che in passato era finita sotto il tiro della pistola di Trubiano.

L’avvocato Carvelli, senza disquisire sulla responsabilità dell’agente nelle rapine confessate, ha sottolineato nel suo intervento la componente psicologica che ha portato il poliziotto a una sorta di doppia personalità.

Il legale ha rimarcato che l'ossessione di non poter fare fronte ai debiti lo aveva trasformato. Di qui la coincidenza delle rapine con l'imminenza delle scadenze delle rate. Dalla Coop a La Rosa di Terricciola alla Conad di Capannoli avvenute tra ottobre e novembre del 2014. Sempre di venerdì, ma in pieno giorno (13,30) la rapina alla Coop di Donoratico della vigilia di Ferragosto 2015 che fruttò 3.600 euro. In serata il raid all'Arcaplanet di Navacchio.

A sostegno di questo scenario, l'avvocato ha ricordato che quando Trubiano ottenne un prestito importante da una finanziaria per almeno otto mesi non fece più rapine. Non sono state giustificazioni per ottenere sconti di pena, ma contributi per chiarire e capire cosa era scattato nella mente del poliziotto, incapace di rendersi conto in quale abisso finanziario fosse finito e cercando di risollevarsi vestendo i panni di chi avrebbe, invece, dovuto combattere. Appassionato di scrittura, Trubiano ha all'attivo diversi libri polizieschi.

L'ultimo affronta un altro genere. Quello drammatico di un poliziotto che per trent'anni è un modello e per non saper gestire le proprie finanze diventa un bandito. Si intitola "Bolle di affanno" ed è la sua autobiografia. In copertina una pistola e una corda, con nodo scorsoio, sistemata come una cravatta. In Corte d'Appello la prossima tappa della personale Via Crucis dell'agente-rapinatore.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa