Il Tirreno

Lucca

Nel bosco la base per spacciare cocaina

Nel bosco la base per spacciare cocaina

La polizia ferma due persone nella campagna di Massarosa: investigatori attirati da un insolito via vai

2 MINUTI DI LETTURA





MASSAROSA. Sfruttavano la boscaglia per nascondersi, e un cancello come una sorta di sportello per la consegna della droga. Ma lunedì mattina sono stati fermati dagli uomini della squadra mobile di Lucca. Si tratta di due cittadini marocchini, Jarmouni Rachid di 37 anni e di Ghebas Mustapha di 30, accusati di spaccio di cocaina, e beccati in via di Compignano, nel comune di Massarosa, in via Di Compignano.

Al fermo di polizia giudiziaria si è giunti dopo diverse segnalazioni di cittadini residenti in zona, e anche di alcuni cacciatori, tutti insospettiti da uno strano via vai di persone, a qualsiasi ora del giorno e della notte, in prossimità di un cancello da cui si accede a delle cabine elettriche.

Gli investigatori della sezione antidroga, dopo una serie di servizi di osservazione e di riscontro, fatti nei giorni precedenti, anche attraverso l'utilizzo di telecamere, il 20 giugno, di sono appostati nella boscaglia. E dopo aver accertata la presenza dei due hanno proceduto al fermo.

Ad essere identificato per primo è stato Jarmouni Rachid, trovato in possesso di una somma di denaro in banconote da piccolo taglio, frutto per gli investigatori dell’attività di spaccio. Per rintracciare il secondo spacciatore gli operatori sono stati costretti ad addentrarsi nella fitta boscaglia. Qui, nascosta tra la vegetazione, era montata una tenda da campeggio, all'interno della quale sono stati rinvenuti vestiti e materiale normalmente utilizzato per il confezionamento delle dosi. Proseguendo lungo il sentiero è poi stata trovata una seconda tenda da campeggio, all'interno della quale era nascosto Ghebas Mustapha.

Ieri nel carcere di Lucca, è intervenuta la convalida del fermo dei due spacciatori. Il gip ha ritenuto gravemente indiziari gli elementi raccolti dagli investigatori, che hanno registrato decine di cessioni, riscontrate dal sequestro di numerosi dosi a carico dei vari clienti, consumatori abituali che si recavano in via Di Compignano per rifornirsi di droga. Altrettanto fondato è stato ritenuto dall'autorità giudiziaria il pericolo di fuga: i due sono soliti vivere in una tenda in mezzo alla boscaglia (negli zaini avevano gli indumenti che servivano loro per vivere), non risultano avere alcun legame stabile con il territorio e potrebbero lasciare l'Italia in qualsiasi momento.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa