Sicurezza
Movida, la proposta dell’Unione giovani: modello Amsterdam
LUCCA. Lucca come Amsterdam, l’Unione giovani liberi avanza una proposta per risolvere i problemi della questione movida: orari liberalizzati con "ronde" di assistenti, pagati dagli esercenti e...
LUCCA. Lucca come Amsterdam, l’Unione giovani liberi avanza una proposta per risolvere i problemi della questione movida: orari liberalizzati con "ronde" di assistenti, pagati dagli esercenti e controllati da rappresentanti del Comune, che fuori dai locali spiegano come comportarsi per non disturbare gli abitanti.
È questa la proposta avanza dall’Unione per bocca di Michele Sarti Magi, 19 anni, che replica al comitato Vivere il centro storico. «Oltre a parlare di Romani, Pompei e roba varia, il comitato si ostina a voler creare quel muro che divide la città in due: Lucca morta o Lucca viva? Quella che chiamano una "sterile ed inutile polemica" è l'opinione di quelli che non la pensano come loro. Pertanto mi sembra abbastanza dittatoriale considerare pubblicamente inutile l'idea di qualcun altro. Ma, senza cadere in questi particolari, vorrei ricordare al comitato Vivere il Centro Storico, che nessuno ha mai parlato di trasformare la città in una giungla dove ognuno fa quello che vuole. Il Comitato, inoltre continua imperterrito a proporre quella pazza norma che vieta le bevute, anche di acqua, fuori dai locali dopo le 21».
Arriva poi la proposta di adottare il modello Amsterdam. «Mi è sembrato che in questi giorni, Confcommercio, i locali, le gelaterie, le pizzerie, i giovani, le band musicali ecc, abbiano espresso la loro idea. Ne proponiamo una anche noi: ad Amsterdam il sindaco ha rovesciato il tavolo e dopo una serie di riunioni con i gestori dei locali e le associazioni dei residenti ha tirato fuori la sua soluzione. L'orario di apertura dei locali, specie nei quartieri più periferici, è stato liberalizzato: dunque niente divieti. In compenso, sono entrate in azione delle "ronde" di assistenti, pagati dai gestori e controllati da rappresentanti del comune, che fuori dai locali spiegano come comportarsi per non disturbare gli abitanti della zona. Con questo accordo tra l'altro, i giovani restano nei locali e non si riversano tutti contemporaneamente nelle strade alimentando il caos. Finora l'esperimento ha funzionato: i gestori hanno visto aumentare gli incassi, mentre sono diminuite le proteste dei cittadini contro la movida. E il format di Amsterdam è diventato un riferimento per altri sindaci europei».
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