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Donne incinte, tutti contro l’Asl

Donne incinte, tutti contro l’Asl

Il sindaco: «Episodi che non si dovrebbero verificare». Interrogazione del M5S

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LUCCA. Non si placano le polemiche per le trenta donne incinte lasciate per ore ad attendere la visita con l’anestesista all’ambulatorio del Campo di Marte. Senza aria condizionata e sedie. Sull’episodio interviene anche il sindaco Alessandro Tambellini: «Prendo atto delle scuse tempestive che l'azienda Asl ha rivolto alle cittadine, ma vorrei ribadire che un certo tipo di inconvenienti non si dovrebbero verificare nella sanità degli anni 2000, quando sono a disposizione strumenti di comunicazione di qualsiasi genere. Non si è infatti trattato di evento improvviso e urgente, ma di un'attività di routine che pertanto, come tale, dovrebbe essere gestita secondo un'efficace programmazione».

Sul fatto interviene anche l’associazione di volontariato La Città delle donne: «La nuova struttura sanitaria lucchese non riesce a dar seguito agli impegni in particolare per quanto riguarda i servizi rivolti alle donne – si legge in una nota – Quanto accaduto al Campo di Marte è la dimostrazione che anche il percorso nascita soffre per un dimensionamento economico e organizzativo di area vasta che non riesce a tenere conto delle reali necessità locali. Si pensi solo che i servizi in questione sono svolti su appuntamento e che quindi possono essere distribuiti durante l'orario di servizio: come è quindi possibile un affollamento come quello che si è verificato? Se è accaduto questo per delle analisi - continua la presidente dell'associazione - come non porsi il problema di quando queste stesse donne saranno a termine gravidanza, più e meno negli stessi giorni, per un evento come il parto non del tutto programmabile? Come accoglierle nella struttura? Come assicurare a loro ed ai bambini le attenzioni necessarie?».

Anche il Movimento 5 Stelle dice la sua e chiede conto alla giunta regionale con un'interrogazione a firma del consigliere Andrea Quartini. «È insopportabile vedere la sanità toscana ridotta ai minimi termini. Costringe donne in stato di gravidanza ad aspettare ore per una visita e il motivo è la disorganizzazione: un personale ridotto all'osso e un comfort ambientale inesistente. Perché c'era un solo anestesista e l'Asl ha evitato qualsiasi azione di ristoro per chi subiva questa attesa inaccettabile? Saccardi deve a noi, ma soprattutto a quelle cittadine, una risposta».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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