Il Tirreno

Lucca

Si risistema il carcere con il lavoro dei detenuti

di Luigi Spinosi
Si risistema il carcere con il lavoro dei detenuti

Alla casa circondariale di Lucca un progetto per responsabilizzare i carcerati e dare loro un’opportunità di reinserimento occupazionale una volta liberi

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LUCCA. Qual è il modo migliore per responsabilizzare una persona? Farla partecipare, affidargli un compito. Ed è quello che è stato fatto nella casa circondariale di Lucca, nei confronti di un gruppo di detenuti, con un progetto dai tanti obiettivi. In primis, appunto, quello di offrire anche con il lavoro manuale una possibilità di riscatto e di crescita a chi si trova a vivere in un carcere.

Persone che hanno sbagliato, ma che non per questo devono essere private dell’opportunità di riscattarsi. E una di quest’opportunità è stata appunto quella offerta dal progetto “Carcere”, messo in pratica dalla Scuola Edile Lucchese e finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca. Il progetto ha coinvolto alcuni detenuti in una doppia attività formativa, con lezioni teoriche sulla sicurezza sui luoghi di lavoro e poi, con i protagonisti divisi in due gruppi di 5 e 7 persone, con l’attività pratica, rappresentata da un lavoro di ristrutturazione dei locali docce di due delle quattro sezioni carcerarie.

Insomma, tanti risultati in una volta sola: si è recuperato un ambiente in cui gli stessi detenuti devono vivere e si sono fornite conoscenze utili agli stessi carcerati, in vista di un loro ritorno in libertà, dal momento che adesso hanno conoscenze in grado di favorirne il reinserimento nel mondo del lavoro e, quindi, in società. Non solo, ma in questo modo è stata offerta l’opportunità a queste persone di fuggire dall’oziosa apatia delle giornate in prigione ma, soprattutto, gli stessi hanno anche potuto sentirsi utili, maturare un senso di responsabilità attraverso un’attività manuale e, aspetto importante, con un lavoro di squadra.

«Non ci abbiamo pensato molto a sostenere questo progetto – ha commentato il presidente della Fondazione CrL Arturo Lattanzi – sappiamo bene che i problemi delle carceri sono molti, e che c’è tanto lavoro da fare, ma in un progetto che serve a dare un’opportunità ai detenuti e, al tempo stesso, a migliorare le strutture carcerarie la Fondazione non poteva non esserci, ed è con orgoglio che abbiamo dato il nostro contributo».

«Grazie alla Scuola Edile – ha commentato il direttore della casa circondariale di Lucca Francesco Ruello – è stata un’esperienza breve ma intensa dai tanti valori aggiunti. Dall’apporto fondamentale dei detenuti, dal fatto di far sentire loro vicino il mondo esterno alle carceri, e poi la soddisfazione di veder realizzata una propria opera e di poter utilizzare il frutto diretto del proprio lavoro. Non solo, ma il fatto di aver lavorato alla loro sistemazione crea nei detenuti anche un senso di responsabilità maggiore verso gli spazi comuni, come appunto le docce, che sono quelli più a rischio degrado. Stiamo già pensando di riproporre questo progetto».

«È la seconda esperienza del genere a Lucca – ha ricordato il presidente della Scuola Edile Alessandro Pardini – e lavorare nella casa circondariale non è semplice, si capiscono le difficoltà di chi si trova qui. Ma il lavoro di squadra, le conoscenze acquisite, potranno in futuro permettere loro di reinserirsi più velocemente. È un’esperienza che ci piace».

Si ripeterà? Da parte sua Lattanzi ha dichiarato da subito la disponibilità della Fondazione a continuare su questa strada.

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