Il Tirreno

Lucca

La Fondazione Crl “salva” l’oratorio degli Angeli Custodi

di Barbara Antoni

La curia ha ceduto l’edificio all’ente in comodato d’uso Per il restauro complessivo occorreranno circa tre anni

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LUCCA. La Fondazione Cassa di Risparmio salva l’Oratorio degli Angeli Custodi. Non sarà un intervento breve quello necessario a riportare il bellissimo spazio seicentesco, progettato dall’architetto Vincenso Paoli, alle condizioni originarie. Ci vorranno infatti circa tre anni, perché lo stato di salute dell’edificio è compromesso dal tempo e dalle poche manutenzioni eseguite.

Ma le basi per l’intervento sono già gettate. Circa due mesi fa, ricostruisce il direttore della Fondazione Crl Marcello Bertocchini, «la curia ci ha ceduto l’oratorio in comodato per vent’anni. Questo ci permetterà di eseguire un complessivo intervento di restauro». Si comincerà dal tetto, la parte più malmessa della struttura. È bucato e ci piove: quindi il primo lavoro sarà la messa in sicurezza e il ripristino della copertura. Dopodiché si passerà alle opere restanti. In primo luogo saranno approntate tutte le misure necessarie per consentire l’asciugatura dei muri, pieni di umidità. Il problema in questo caso è una profonda infiltrazione di acqua dal tetto di edifici confinanti con l’oratorio. Fortunatamente l’umidità non ha messo a repentaglio i bellissimi affreschi e dipinti: il loro recupero costituirà l’ultimo atto del grosso intervento di restauro sul cui importo totale, al momento, la Fondazione preferisce non esprimersi.

Nel frattempo, l’ente ha partecipato a un bando europeo per ottenere almeno una parte del finanziamento necessario al restauro. «Se riuscissimo subito a ottenere i fondi partiremmo immediatamente con i lavori», sottolinea il direttore Bertocchini.

L’impegno della Fondazione Crl per riportare alla sua bellezza e funzionalità originare l’oratorio nasce anche da un progetto sulla sua destinazione. «Il nostro obiettivo - aggiunge infatti il dottor Bertocchini - è quello di valorizzare la struttura dal punto di vista culturale, di renderla visitabile almeno nel fine settimana, come accade per il San Francesco».

Oltretutto l’oratorio si trova a poca distanza dal grande complesso (il San Francesco appunto) già restaurato dalla Fondazione con un impegno economico che sfiora i cinquanta milioni. Una volta recuperato, l’oratorio, potrebbe così divenire parte integrante di un circuito culturale-museale nella zona est del centro storico.

C’è poi la particolare vocazione musicale dello spazio che, nonostante le sue precarie condizioni, è una location molto apprezzata dai musicisti per tenere concerti, proprio perché dotato di un’ottima acustica.

E su questo versante, infatti, una volta che l’oratorio potrà tornare nella sua piena funzionalità, potranno essere sviluppati progetti culturali, non solo appuntamenti isolati ma inseriti in manifestazioni a carattere continuativo. Progetti che hanno trovato la piena condivisione della curia, proprietaria di tantissimi edifici nel centro storico: con le sue sole forze non può sopperire al loro mantenimento.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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