Il Tirreno

Lucca

Dario Parrini (PD)

«Altopascio esempio di unità vincente»

ALTOPASCIO. Marco e Sara, ovvero l'unità del Pd che fa vincere: sotto questo titolo il segretario regionale del Partito Democratico cita, sulla sua pagina Fb, il “caso Altopascio”, unica nota...

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ALTOPASCIO. Marco e Sara, ovvero l'unità del Pd che fa vincere: sotto questo titolo il segretario regionale del Partito Democratico cita, sulla sua pagina Fb, il “caso Altopascio”, unica nota positiva per il suo partito in un ballottaggio costato assai caro al Pd toscano. Un esempio citato da Parrini per invitare all’unità interna.

«Vi racconto un episodio di bella politica – scrive il segretario del Pd – è avvenuto ad Altopascio. In quel comune dove il centrodestra governava senza soste da 23 anni è successo più o meno questo: alcuni mesi prima delle elezioni tutti si dicono d'accordo sul fatto che il miglior candidato sindaco del Pd è la giovanissima e molto in gamba Sara D'Ambrosio. Nonostante bastasse un numero ridotto di firme per promuoverla, tutti prendono atto della solidità della sua candidatura e nessuno chiede le primarie. Alla vigilia della campagna elettorale decidiamo di dare un forte segnale unitario e di convinzione, nella possibilità di vincere in un comune che tutti o quasi tutti danno per perso. Per questo chiediamo all'assessore regionale Marco Remaschi, che ad Altopascio è nato, di fare il capolista del Pd. Non è una scelta né facile né scontata. Lui accetta. Con umiltà e generosità mette a disposizione di Sara e del Pd la propria passione, il proprio tempo, le proprie competenze. Giorno dopo giorno sentiamo che il clima migliora. Alla fine va come si sa: Sara prima fa il miracolo di costringere la destra al ballottaggio in un suo comune-feudo, poi la batte nel secondo turno. E diventa sindaco. Di che corrente è Sara? Non importa. Di che corrente è Marco? Nemmeno questo importa. Non serve etichettarli. Sono entrambi del Pd. Certamente il fatto che due dirigenti appartenenti a due aree diverse del nostro partito avessero dato vita a un efficace e costruttivo gioco di squadra ci ha permesso di concentrare tutte le forze nell'illustrazione del nostro programma per la città e ha reso più evidente il valore delle scelte unitarie compiute. Non ci sono stati personalismi. Il progetto politico e la concretezza delle cose da fare hanno avuto la precedenza sulle questioni individuali. Marco ha dato un grande esempio di collaborazione e di lealtà. Sara è diventata brillantemente sindaco in un comune che per il centrosinistra era tabù da decenni. Dentro questa storia c'è una lezione. Per tutti. Se dovunque fosse prevalso questo spirito, in Toscana, a parità di altri importanti fattori, avremmo perso qualche comune in meno».

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