Proteste
Un centro per l’economia “circolare”
Nuove destinazioni per il polo tecnologico di Segromigno, con un distretto che punti sul riciclo e riuso
CAPANNORI. Il polo tecnologico si allarga, e alle nanotecnologie e all'incubazione d'impresa aggiunge un nuovo percorso strategico, quello del primo distretto dedicato all'economia circolare che si basa su riciclo e riuso. Un settore in grado, insieme alle altre funzioni, di sviluppare nuove imprese e quindi creare posti di lavoro. Una scelta che va a braccetto col Centro Rifiuti Zero, che ha la sua sede proprio qui.
Inaugurato nel febbraio 2014 e costato circa 5 milioni, il polo tecnologico in via Nuova a Segromigno in Monte (uno spazio di 1.600 metri quadrati) apre a una nuova fase di riorganizzazione. Ad illustrarla l'assessore Lia Micciché, il direttore del laboratorio Nest della Normale Superiore di Pisa Fabio Beltram, il direttore della Camera di Commercio Roberto Camisi, e il consigliere delegato della Provincia Renato Bonturi.
«L'obiettivo – spiega Micciché – è creare opportunità per le imprese. Questo, per me, è più un parco scientifico che un polo tecnologico, che consentirà di compiere passi in avanti dal punto di vista dell'innovazione e dello sviluppo. Con la Normale lavoreremo sulle nanotecnologie, mentre Provincia e Camera di Commercio ci forniranno ausilio su corsi di formazione e progettazione per i bandi europei». Certo, non è stato tutto in discesa, con i ritardi dei lavori e la messa in liquidazione del Ceseca (il centro servizio calzaturiero) che ha fatto cambiare anche la destinazione del centro. «Comincia una nuova era per questa struttura», dice Micciché che respinge le frequenti accuse dell'opposizione: «Cosa è stato fatto dal febbraio 2014 a oggi? Un'enorme attività che non si vede, ma che ha creato reti di contatti nazionali e internazionali, laboratori ed eventi. È sbagliato sostenere che il polo tecnologico fino ad oggi non era operativo».
Lo “sprint” arriverà anche dalla sinergia con la Normale di Pisa. «Le nanotecnologie – sottolinea Beltram -– possono applicarsi a contesti molto differenti tra loro: farmaci più efficienti, tessuti più robusti o controllare in un istante la qualità di un vino senza aprire la bottiglia». A Capannori particolare attenzione verrà rivolta al filone della moda e delle scarpe (a Segromigno ci sono ancora tante aziende calzaturiere), il secondo settore per occupazione. «Abbiamo già avviato contatti con tante aziende del territorio, molto diverse tra loro – prosegue Beltram – ma non stiamo creando un duplicato dei laboratori di ricerca della Normale. Qui vogliamo fare impresa e dare alle aziende strumentazioni di base e le competenze della Normale».
Inoltre niente “doppione” col Polo Tecnologico di Lucca: «Entrambi ci occupiamo a monte di incubazione di impresa e sostegno alle start up, ma il gestore è lo stesso. Non ci sarà nessuna sovrapposizione – assicura Camisi – un'idea, quella del polo tecnologico, proposta dieci anni fa da Giovanni Cordoni, presidente del Ceseca. Oggi ci rivolgiamo non solo alle aziende locali, ma anche nazionali e internazionali».
«Mi colpisce la capacità del Comune di Capannori di rimodulare le progettualità per adattarle alle nuove esigenze – ha chiuso Bonturi – non sarà quindi un doppione del polo lucchese».
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