Sicurezza
Canzoni e ricerche su Internet per battere l’ansia da maturità
Lucca: al classico per la la prima prova di italiano va per la maggiore il rapporto fra padre e figlio. Allo scientifico e al Fermi c’è chi ha scelto il tema del confine. Domani, 23 giugno, lo spauracchio della seconda prova
LUCCA. Gli occhi rossi di chi ha dormito poco, il viso tirato e ancora disorientato e la testa svuotata. Il cuore che batte forte, la mano che stringe il portafortuna, lo stomaco contratto di chi proprio non riesce ad allentare la tensione. Sfilano così, uno ad uno, i giovani maturandi lucchesi all'uscita dalla prima prova, quella d'italiano. Gli abiti sobri, gli zaini sulle spalle pieni di fogli e di appunti che non sono serviti. In una tasca, la sigaretta che qualcuno si accende per dissolvere, con questa, anche la preoccupazione. E nell'altra, il cellulare per tranquillizzare chi aspetta a casa.
Quando poco dopo l'una e mezzo, Cecilia Donati della 5ªA, spalanca il portone del liceo classico Machiavelli sta già raccontando al telefono impressioni e difficoltà. Chiude la chiamata prendendo aria: un respiro a pieni polmoni, quasi le servisse per tornare alla realtà: «Non credevo di trovare l'argomento che ho scelto. Mi sono indirizzata sulla tipologia B, ambito artistico-letterario. Ho preferito scrivere del rapporto padre-figlio prendendo spunto dai documenti proposti e dalle mie esperienze, concludendo con una critica a chi riduce questo legame soltanto ai beni materiali». Una prima lettura. Due, tre, forse anche cinque, le sono servite prima di sentirsi sicura e consegnare. «Adesso punto tutto sulla seconda prova con greco, il mio cavallo di battaglia, nella speranza che esca Plutarco». Grandi sogni e tante speranze schiacciano il sonno accumulato durante la notte: quella stessa che diversi studenti del Machiavelli hanno inaugurato davanti al portone della scuola, intonando insieme, fino a tardi, la canzone di Venditti.
«Con i compagni avevo previsto una traccia su Eco - commenta Diletta Contino, 5ªC - mi sarebbe piaciuto approfondirla, ma in classe non abbiamo avuto tempo di studiarlo. Alla fine ho optato per il rapporto padre-figlio». Proprio questo, il titolo andato per la maggiore al classico. «Non era difficile - sostiene Isabel Andolfo - ho preso spunto dalla psicanalisi argomentando la mia tesi e aggiungendo il pensiero di autori che ho letto». Anche il compagno, Tobia Bianchini, si mostra tranquillo, fiero e sicuro della direzione presa. «“L’avventura dell'uomo nello spazio”: il mio campo, essendo appassionato di fantascienza. La parte più difficile? Forse il titolo, ma ormai è fatta. Con la testa già sono all'Università: mi iscriverò a chimica».
Riflessioni che chiamano in causa viaggi, progetti, dubbi e prospettive comuni a tanti giovani in cerca della propria strada. «Ancora non ho deciso cosa farò da settembre in poi - spiega Caterina Bava, della 5ªBSA del Fermi -, Una cosa per volta: intanto dedicherò allo studio le ore che mancano alla prova di matematica, quella che mi preoccupa di più». Come lei, sono molti gli studenti della sua scuola, ad essersi orientati sulla tipologia D e sul tema sul valore del confine. «Era una traccia generale e attuale, ma non posso fare un bilancio - continua -. Dipende da come valuteranno. Personalmente, non mi sono preparata, se non cercando su internet gli argomenti più gettonati, ma avrei immaginato qualcosa sul terrorismo. Umberto Eco era scontato, ma non lo avevamo trattato in classe».
«Anch'io sono andato per esclusione - interviene l'amico Giacomo Gelli, 5ªAET del Fermi - gli altri titoli non mi piacevano. Adesso non mi resta che incrociare le dita per elettrotecnica». Se il tema è servito a rompere il ghiaccio, infatti, il secondo giorno è per tutti lo scoglio più alto. Forse ancor più degli orali e del trovarsi faccia a faccia con i professori, è questo a far stare con il fiato sospeso. È quanto si percepisce anche al liceo scientifico Vallisneri dove incontriamo Fabio Pierotti della 5ªF e Paolo Devinciente della 5ªA. «Almeno il tema è andato - afferma il primo -. Mi sono buttato sui confini e le frontiere, su cui avevo la possibilità di lasciarmi andare a considerazioni personali. Anche il saggio sul PIL era interessante, ma i documenti pochi». Adesso per i ragazzi si materializza lo spettro della seconda prova, diversa da indirizzo a indirizzo. «Questa è stata una mattina intensa dove l'ansia ha prevalso sulla paura - conclude Paolo Devinciente - ma con matematica sarà peggio. Stanotte mi sono addormentato tardi, ma ora è importante tenere i nervi saldi».
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