Il Tirreno

Lucca

PROVE DI UNITÀ A SINISTRA PER EVITARE LE PRIMARIE

di LUCA CINOTTI
PROVE DI UNITÀ A SINISTRA PER EVITARE LE PRIMARIE

LUCA CINOTTI. La campana del voto di Altopascio e dell’impresa di Sara D’Ambrosio non suona solo per un centrodestra ormai con il fiato corto dopo il ventennio marchettiano. No, il ribaltone...

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LUCA CINOTTI. La campana del voto di Altopascio e dell’impresa di Sara D’Ambrosio non suona solo per un centrodestra ormai con il fiato corto dopo il ventennio marchettiano. No, il ribaltone consumatosi ieri notte ha qualcosa da dire anche al centrosinistra e al Pd. E - per entrambi gli schieramenti - le “lezioni” certo non sono limitate a ciò che accade nel territorio del Tau, ma si allargano e arrivano a toccare i “bottino grosso”: la partita per il nuovo sindaco di Lucca della primavera prossima.

Il centrosinistra, innanzitutto. Che esce vittorioso dalla disfida altopascese, iniziata senza troppa fiducia nella possibilità di strappare una delle ultime roccaforti del centrodestra in lucchesia. Nell’infinita divisione fra renziani e non renziani Sara D’Ambrosio viene incasellata in questa seconda categoria. Una non renziana in un territorio, una provincia, che invece è (almeno fino ad oggi) un bacino di consensi e di voti per il presidente del consiglio. E i renziani non potevano certo rimanere fuori dalla rincorsa, vittoriosa, di D’Ambrosio. Così è arrivato l’assessore regionale Marco Remaschi come capolista. E in campagna elettorale, soprattutto fra primo e secondo turno, si sono spesi big pro-Renzi come Andrea Marcucci e Patrizio Andreuccetti. Alla fine l’unione del partito ha consentito una vittoria insperata. E secondo il sindaco di Lucca Alessandro Tambellini, «i segnali che provengono dalle urne ci dicono infatti che è necessario superare la litigiosità interna che spesso ha caratterizzato il Partito Democratico negli ultimi anni e al contempo dobbiamo a mio avviso ripensare una proposta di governo che possa tenere dentro tutte le anime del Pd, espressioni di una politica di centro-sinistra e di spiccato civismo». Messaggio a chi alimenta le lotte intestine nel Pd lucchese, con lo scopo di impedire la ricandidatura di Tambellini nel 2017. E se Altopascio fa scuola per quanto riguarda la necessaria unità del partito, altre città toscane servono come spunto per considerazioni altrettanto importanti che riguardano le primarie.

A Cascina Alessio Antonelli, sindaco uscente del centrosinistra, è stato di fatto “costretto” a passare dalle primarie. Dopo averle vinte, ha però ceduto il passo a una clamorosa vittoria della candidata della Lega Nord (Susanna Ceccardi, guarda caso anche lei 29 anni come D’Ambrosio). Un caso, quello della fu rossa Cascina, che per i tambelliniani potrebbe diventare un esempio, un monito di cosa accade con un sindaco che di malavoglia deve accettare le forche caudine delle primarie. Con il risultato di indebolirsi, prima di tutto nel proprio fronte. Qualcosa di simile era accaduto anche a Orbetello, con il Pd che è riuscito a perdere il comune strappato al centrodestra nel 2011.

E, passando proprio al centrodestra, il voto di Altopascio sembra dare un colpo alle mire dell’ex sindaco Maurizio Marchetti sul ruolo di candidato a Lucca. A cantar vittoria - pur ovviamente rammaricandosi per Francesco Fagni - sono coloro che in Forza Italia portano avanti una linea coerentemente anti-Marchetti: il capogruppo in consiglio a Lucca Marco Martinelli, il suo collega viareggino Rodolfo Salemi e il sindaco di Fabbriche di Vergemoli Michele Giannini. I tre hanno invitato Marchetti a dimettersi dal ruolo di coordinatore provinciale, rinfacciandogli il suo motto «chi perde le elezioni non può guidare il partito». Detto questo, c’è un altro elemento che può dare forza alle speranze del centrodestra lucchese: l’evidente dinamica per la quale i sindaci e le maggioranze uscenti se la passano molto male, calamitando su di loro (a volte anche al di là degli effettivi demeriti) lo scontento di una fetta di cittadinanza. Certo, questo non basta in chiave elezioni comunali: serve un candidato credibile da contrapporre a Tambellini (se alla fine sarà lui l’alfiere del centrosinistra). Stesso discorso vale per il Movimento 5 Stelle, che ad Altopascio non si è presentato. Ma che, rinvigorito dai dati elettorali, potrebbe cominciare a fare un pensierino sulla corsa a Palazzo Orsetti.

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