Italia
Pochi metri tra gioia e delusione
Il risultato a sorpresa vissuto nei due comitati elettorali, uno vicino all’altro
ALTOPASCIO. L’amarezza e la soddisfazione a volte si trovano una accanto all’altra. Di certo lo erano domenica notte in via Cavour, dove una manciata di metri separava i comitati elettorali dei due candidati sindaco. Ma una cosa univa i due stati d’animo, rendendoli anche più forti: la sorpresa. Sì, perché fino all’apertura delle urne probabilmente nessuno, compresi i due protagonisti, si aspettava l’esito successivo. Il vantaggio di Francesco Fagni al primo turno sembrava garanzia di vittoria, con Sara D’Ambrosio nella veste di agnello sacrificale.
Del resto lo si capiva dai discorsi intercettati per strada e nei seggi, un leitmotiv che si è ripetuto per tutto il giorno, indipendentemente dalla propria appartenenza politica: «Tanto vince Fagni, la D’Ambrosio è stata brava, ma non può farcela». Una sorta di mantra al quale – alla luce di quanto accaduto – si sarebbe dovuto rispondere con qualche citazione alla Trapattoni. No, non dire gatto se non l’hai nel sacco.
Questo per descrivere il clima che precedeva l’ora X, le 23, quando i seggi si sarebbero chiusi e le urne aperte. La D’Ambrosio è arrivata dopo cena, un caffè con alcuni sostenitori al Bar Sport, tra gli scongiuri dei presenti verso chi le faceva gli auguri. Fagni da parte sua, come 14 giorni prima, aveva stabilito la sua “base” alle scuole di piazza Dante, dove si concentrava la maggior parte delle sezioni. Anche qui non è mancata una buona dose di scaramantici scongiuri per chi già lo salutava come sindaco.
Telefonino sempre in mano, ma con poche occasioni per vederlo visti i continui saluti, Fagni – una volta aperte le urne – non ha però fatto come al primo turno, quando decise di restare a seguire lo scrutinio direttamente sul posto. Questa volta resta solo il tempo necessario ad assistere all’inizio dello spoglio, e, probabilmente, già dalla lettura delle prime schede in quelle sei sezioni intuisce che non sarà la passeggiata che tutti si aspettano. Il nome “D’Ambrosio”, letto ad alta voce dagli scrutatori, si ripete con una frequenza notevole, anche là dove due settimane prima la vittoria di Fagni era stata netta. No, non sarà facile. L’impressione a quel punto diventa quella del testa a testa, ma dando sempre per scontati, se ci fossero i bookmaker, i favori del pronostico al vicesindaco uscente. Intanto però Fagni ha lasciato le scuole al suo comitato.
In via Cavour, all’inizio, c’è un clima strano. Si aspettano i primi dati, e anche quando arrivano si leggono con prudenza, da entrambe le parti. La D’Ambrosio è avanti. Ma, in questo momento, i commenti in entrambe le sezioni potrebbero essere sovrapposti: «È ancora troppo presto, non vuol dire nulla». Ma col passare dei minuti sale l’euforia in casa della candidata del centrosinistra, mentre si fanno sempre più scuri i volti dei supporter del candidato di centrodestra. Nella sede di Fagni c’è un silenzio quasi irreale, a cui fanno eco gli hurrà sempre più frequenti e sempre più forti che arrivano dalla vicina sede della D’Ambrosio.
Fagni non dice nulla, scuro in volto ascolta i dati sempre più negativi per lui che arrivano dalla tv, e che fanno crescere lo sconforto tra i suoi sostenitori. Ma ancor più puntuali (e peggiori) sono le notizie che gli arrivano dai singoli seggi, e che legge sul suo telefonino. «Non hanno ancora detto i dati di Marginone», mormorano i supporter di Fagni guardando la tele e affidando le loro residue speranze a quello che viene considerato un feudo del centrodestra. Dati che probabilmente lo stesso Fagni, invece, ha già visto. Così attorno a mezzanotte lascia il suo comitato, quasi senza dire nulla. Allo spoglio mancano ancora metà schede, e tra i suoi elettori in sede c’è chi spera ancora in una rimonta (nonostante le urla di giubilo si fanno sempre più intense e continue nel comitato vicino), ma il candidato del centrodestra si dirige davanti al Comune, dove ci sono giornalisti e tv. Non è ancora mezzanotte e un quarto quando è lui stesso a dichiarare con grande fair play e realismo che la partita è ormai chiusa, che lui ha perso e che Sara D’Ambrosio è il nuovo sindaco.
Mancano le ultime schede da leggere, ma è già festa per i sostenitori della giovane candidata, una festa che parte dal suo comitato per arrivare sin davanti al Comune. Ciò che nessuno credeva possibile era accaduto.
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