Proteste
Condannato per l’aggressione in centro
Quattro mesi di reclusione e immediata revoca della misura cautelare dei domiciliari al giovane accusato di lesioni
LUCCA. Torna libero il giovane di Vecchiano arrestato dalla polizia e accusato di lesioni personali aggravate dai futili motivi ai danni di un artigiano di 48 anni e di un giovane padre di Ponte a Moriano entrambi rimasti leggermente feriti dalla furia immotivata di quella persona con precedenti specifici e un recente Tso alle spalle. Difeso dall’avvocato Virgone del foro di Pisa chiede di patteggiare la pena e il giudice Simone Silvestri lo condanna a quattro mesi di reclusione con i benefici di legge scontando un mese (da 5 a 4) in virtù dello sconto legato al rito scelto. Così nel pomeriggio di ieri Angelo Cammarata, 27 anni, di Vecchiano, esce libero dall’aula del tribunale Galli Tassi dopo che, nell’udienza di convalida svoltasi quasi un mese fa, il giudice in attesa del processo aveva disposto nei suoi confronti gli arresti domiciliari nella sua abitazione in provincia di Pisa. Nei suoi confronti adesso pende soltanto un provvedimento del questore Alessandro Giuliano: un foglio di via obbligatorio della durata di tre anni. In sostanza se rimette piede nella nostra città rischia di nuovo i domiciliari. Nella lettura del dispositivo della sentenza il giudice Silvestri dissequestra anche il coltello da cucina lanciato dal giovane all’indirizzo dell’ignaro falegname di via S. Nicolao. L’arma da taglio verrà riconsegnata al proprietario della trattoria «Da Nonna Clara» in piazza della Colonna Mozza dove, assieme a un paio di bicchieri di vetro mandati in frantumi, era stato sottratto dal ventisettenne evidentemente in preda a un raptus.
I fatti. L’episodio aveva destato profonda impressione in città perché avvenuto un sabato mattina con il centro invaso di turisti, coppie di giovani, mamme con bambini. In sostanza, senza motivo, Cammarata si era scagliato contro l’artigiano iniziando ad insultarlo e ad inveire contro di lui. Il falegname aveva cercato di allontanarsi per sottrarsi alle ire dello sconosciuto, ma quello lo aveva colpito con un cazzotto da dietro all’altezza della carotide. Il quarantottenne era crollato a terra inerme procurandosi un ematoma alla testa. Ma Cammarata, stando all’accusa, si era avvicinato ai tavoli di una trattoria lanciando contro l’artigiano due bicchieri e un coltello per tagliare la carne che colpì, di striscio, un passante che teneva per mano due figli piccoli. Alla fine il coraggio di un commerciante e il pronto intervento della polizia impedirono il peggio. Il giovane pisano venne portato in questura e lì tratto in arresto.
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