Il Tirreno

Lucca

Per rubare pochi spiccioli devastano il campo Coni

di Federica Scintu
Per rubare pochi spiccioli devastano il campo Coni

Forzato un cancello con la mola, divelta una porta: i danni sono ingenti

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LUCCA. Hanno forzato il cancello d’ingresso della sede dell’Atletica Virtus servendosi addirittura di una mola ma non prima di aver preso a bastonate l’allarme disintegrandolo così da poter agire indisturbati. Hanno divelto la porta della centrale termica del campo Martini e danneggiato quella accanto. Non contenti si sono diretti nella palestra e dal soffitto hanno staccato un pannello, forse alla ricerca di rame oltre ad aver danneggiato, così, en passant, un maniglione antipanico. Non ancora soddisfatti hanno preso di mira gli spogliatoi sotto la tribuna, forzando le serrature. Per rubare cosa? Venti euro in monetine dalla macchinetta automatica, dei pennarelli, delle carte da gioco e qualche completo da atletica. Un atto vandalico, quello avvenuto con ogni probabilità sabato o domenica notte, a cui nemmeno gli addetti ai lavori riescono a dare una spiegazione plausibile se non quella di uno sgarbo da parte di qualcuno che mirava, prima di tutto, a causare dei danni che fossero evidenti e poi, forse, a portar via anche qualcosa. Una convinzione rafforzata dal fatto che ad esempio i due computer che si trovano nella sede della Virtus non sono nemmeno stati toccati: anzi, lì i vandali-ladri non sono proprio entrati. Un mistero il movente del raid, che ha riportato alla mente di chi nel campo Martini (ex Coni) ci lavora tutti i giorni, gli atti vandalici dello scorso anno: cinque in pochi mesi, un incubo dal quale pensavano di essersi liberati e che invece, questo weekend, si è ripresentato.

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Solo ieri, quando le attività all’interno della struttura sportiva del Comune di Lucca, sono riprese regolarmente dopo lo stop previsto la domenica, l’amara scoperta dei danni che restano ancora tutti da quantificare. Sul posto è intervenuto il personale della polizia di Lucca che ha effettuato tutti i rilievi del caso e che ora indaga sul caso.

Cruciale, per capire almeno a quando risalga l’atto vandalico, quindi se al sabato o alla domenica notte, sarà l’esame di ciò che resta dell’allarme. Allarme che è scattato regolarmente quando ha rilevato la presenza dei malviventi ma che purtroppo è servito a poco visto che non era “collegato” con le centrali operative delle forze dell’ordine. Un problema che già più volte era stato segnalato ma che ancora, evidentemente, non era stato risolto. Intanto però, gli atti vandalici continuano a minare le attività del campo Martini dove, fino a quando si svolgono i corsi, i dipendenti sono al lavoro e gli atleti si allenano, tutto procede in maniera tranquilla e serena, senza alcun problema di sicurezza ma quando invece si fa buio, si chiudono i cancelli e i custodi terminano il loro turno diventa terra di nessuno. E ormai è così da anni. Ci sono “ferite” al Campo Martini che non sono ancora state sanate, come un vetro della porta della palestra, danneggiato durante un furto precedente. Magari quando i ladri portarono via coppe e premi per un valore di 3.000 euro lasciando gli atleti a mani vuote. Era il 21 febbraio del 2015. È passato quasi un anno e mezzo da quel giorno ma i raid continuano. E all’ex campo Coni si sentono sempre più soli.

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