Il Tirreno

Lucca

Licenziati delle Rsa, i soldi ci saranno solo dopo il subentro

Una manifestazione dei dipendenti delle Rsa comunali
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Una manifestazione dei dipendenti delle Rsa comunali

Il sindaco: prima deve partire la nuova gestione. Bianchi (FdS): la scelta della concessione è sbagliata

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LUCCA. I soldi per reintegrare almeno parte dei lavoratori delle Rsa comunali che perderanno il posto dopo il cambio di applato? Ci sono, ma non subito. Prima, infatti, dovrà partire la nuova gestione e solo dopo potranno essere utilizzati.

A spiegarlo è il sindaco Alessandro Tambellini, dopo che i sindacati hanno reso noto che Agorà - la cooperativa aretina che si è aggiudicata il servizio - lascerà a casa una trentina di persone dal mese di luglio, quando dovrebbe subentrare a Kcs. «Prima deve partire l’affidamento, perché abbiamo bisogno di mettere a sistema il tutto - dice il sindaco -. E poi potremo utilizzare i risparmi, perché deve essere chiaro che oltre all’assistenza con le Rsa ci sono tante altre esigenze che il sociale ci richiede in questo particolare momento storico».

Sulla questione dei licenziamenti (solo in minima parte riassorbiti grazie all’ingresso di Oss) Tambellini spiega che il Comune «farà tutti i passaggi necessari in un caso come questo, cominciando con il capire quali sono i piani di Agorà». Il prossimo passaggio, dunque, dovrebbe essere il confronto fra i sindacati e l’amministrazione davanti al prefetto, così come è stato chiesto dai rappresentanti dei lavoratori. Successivamente, entro il 30 di giugno, ci sarà un nuovo confronto fra sindacati e cooperativa, in vista del subentro.

Sulla vicenda è intervenuta anche la consigliera della Federazione della Sinistra Roberta Bianchi: «Noi l'avevamo detto, ma non ci fa piacere avere avuto ragione. L’amministrazione è sempre stata sorda agli appelli sia del sindacato che della società civile, nonché delle opposizioni in consiglio comunale che da subito hanno chiesto al Comune di recedere da una scelta, l'affidamento in concessione del servizio, che avrebbe creato disoccupazione da una parte e grave disservizio dall'altra. Il sindaco, intervenendo al consiglio comunale richiesto dalle opposizioni sull'argomento, chiarì che l'amministrazione sarebbe andata “assolutamente avanti con la concessione, perché è l'unica strada giusta e sensata”. Aggiungendo: «Noi non abbiamo mai prodotto atti che abbiano messo a rischio il lavoro di nessuno, così è stato per tutta la questione Clap, come per il teatro del Giglio”. L'assessore Vietina per parte sua aveva dichiarato che subito dopo l'espletamento della gara in corso, si sarebbe aperto un nuovo tavolo di concertazione con i familiari degli ospiti e con i sindacati dei lavoratori per fare seguito alle tutele occupazionali previste nel capitolato. Su questo fronte, dichiarava, ci saranno “gli spazi per attivare”, a procedura conclusa, tutti i percorsi necessari “per attuare le garanzie” a salvaguardia dell'occupazione».

A questo punto, conclude Bianchi , «è doveroso chiedersi cosa abbia fatto, finora, l'amministrazione per mantenere gli impegni presi, visto che ancora una volta i sindacati debono chiedere l'intervento del pPrefetto, per scongiurare una forte perdita di posti di lavoro e il conseguente scadimento della qualità del servizio. Purtroppo dobbiamo rilevare come questa amministrazione abbia scelto di “abbandonare” tutti i servizi a domanda individuale, a partire dall'assistenza domiciliare, continuando con le Rsa fino agli asili nido, senza trascurare neppure le attività estive per bambini e ragazzi».

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