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Il professor Viroli infiamma il “no”

Il professor Viroli infiamma il “no”

LUCCA. «La riforma costituzionale va respinta: toglie dignità, ci rende meno cittadini e più sudditi e limita la nostra libertà». Maurizio Viroli, uno degli storici del pensiero politico moderno più...

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LUCCA. «La riforma costituzionale va respinta: toglie dignità, ci rende meno cittadini e più sudditi e limita la nostra libertà». Maurizio Viroli, uno degli storici del pensiero politico moderno più autorevoli in campo internazionale, ha iniziato così il suo intervento giovedì sera al Centro Culturale Agorà durante l'incontro organizzato dal Comitato per il “no” alla riforma costituzionale. Un evento aperto dal professor Umberto Baldocchi, proseguito con il discorso del professor Luca Baccelli e terminato con la lezione di Maurizio Viroli.

Quest'ultimo, nel corso della conferenza, ha spiegato più dettagliatamente le sue ragioni. «Ci toglie dignità perché si fonda su un evidente inganno da parte del governo contro i cittadini che consiste nel ripetere ossessivamente che, con la nostra Costituzione, è difficile approvare leggi - ha detto Viroli, professore emerito di Politics alla Princeton University - La verità è che tutti i governi hanno sempre approvato in Parlamento un gran numero di leggi. Lo stesso governo Renzi, da quando è in carica fino al marzo 2016, è arrivato a oltre 200. Leggi, appunto, approvate con la Costituzione vigente». Da qui l’“inganno”, a suo avviso inteso come poca considerazione di un popolo trattato da incapace. «La riforma ci rende cittadini di rango inferiore - ha aggiunto - perché ci toglie il potere di eleggere i senatori per darlo alla componente forse più corrotta di tutta la casta, cioè ai consiglieri regionali».

Una direzione, questa, che secondo lui contrasterebbe con l'art. 1 della Costituzione. «Cittadini che non eleggono più i senatori diventano simili a sudditi». Sul terzo punto invece il riferimento è stato a Eugenio Scalfari. «Come lui stesso ha notato, se vincerà il “sì”, Renzi diventerà padrone delle istituzioni, ma essere liberi, come ci insegna il pensiero politico antico e moderno, non vuol dire avere un buon padrone, bensì non avere alcun padrone». Viroli si è speso anche sulle obiezioni avanzate dai sostenitori del “sì”. Per farlo è partito dall'accusa di dire menzogne mossa nei confronti di questi ultimi. «Loro si difendono negando questo aspetto - prosegue - ma se non è menzogna significa che non sanno come si legifera. Sostengono poi che la Costituzione vada cambiata perché ha ormai 70 anni: la Pietà di Michelangelo è anche più vecchia, ma non per questo è tempo di distruggerla o restaurarla». Sulla possibilità che, con la vittoria del “no”, cada il governo, Viroli ha poi risposto che «la Costituzione è al di sopra di qualsiasi governo». Durante l'incontro, si è anche firmato per la richiesta del referendum oppositivo alla legge di revisione costituzionale e per il referendum abrogativo della legge elettorale ipermaggioritaria. Attualmente, in provincia di Lucca, sono oltre 2.000 le firme contate dalla fine di aprile a ora, ma l'obiettivo è quello di raggiungere quota 4.000.

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