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Centralina, l’ultimo appello

Centralina, l’ultimo appello

Lettera del Comitato alle istituzioni: «Questo progetto va bloccato»

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BAGNI DI LUCCA. Cresce l'apprensione tra cittadini, operatori turistici, commercianti e territorio per l'imminente via libera alla costruzione di una nuova centralina per la produzione di energia elettrica sulla Lima, in località Cevoli . Il comitato "Salviamo la Lima" ha notizia che la procedura per la concessione, da parte della Regione, sia pressoché conclusa e che, dopo i molti pareri favorevoli dati in passata da Comune, Provincia e Autorità di Bacino, senza una netta presa di posizione dei politici e degli amministratori del territorio, nessun dirigente o funzionario avrà il coraggio di negare il permesso, esponendosi a potenziali azioni risarcitorie. Per questo il comitato ha scritto una lettera aperta al sindaco Massimo Betti, all'assessore regionale Marco Remaschi, ai consiglieri regionali Ilaria Giovannetti e Stefano Baccelli, al presidente della Provincia Luca Menesini e all’onorevole Raffaella Mariani perché mettano in campo ogni azione per tutelare l'interesse dell'intera comunità. Nella lettera il comitato scrive: «La Val di Lima e il Bacino del Serchio nel corso degli anni sono stati oggetto di una costruzione continua e capillare di dighe, turbine, sbarramenti, tubazioni. Ma negli ultimi anni in Valle si sta sviluppando una forma differente di Energia. Un'energia verde, riciclabile e diffusa: il turismo legato all'ambiente. I cittadini, l'amministrazione comunale, l'opposizione e le attività sportive e ambientaliste hanno fatto una scelta chiara. Hanno puntato su un tipo di sviluppo amico della natura e, questa è la novità, dello sviluppo. Secondo il comitato «siamo infatti arrivati al punto cruciale per la definitiva approvazione della centrale elettrica di Cevoli. Un'opera che non genera alcun indotto, occupazione e business per la valle. Ci rivolgiamo quindi agli amministratori affinché vi adoperiate con ogni potere democraticamente conferitovi per impedire questo progetto che finirebbe per arricchire una sola persona, impoverendo l'ambiente e la comunità di cui siete espressione».

Emanuela Ambrogi

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