La manifestazione
Uccise il padre, il gip nomina un perito
I consulenti saranno fondamentali per stabilire l’entità della pena del giovane che massacrò il genitore a colpi di casco
LUCCA. Consulenze e perizie psichiatriche avranno un peso fondamentale, probabilmente decisivo, sul destino di Andrea Gambini, 21 anni, ex dipendente della zincheria Butori e detenuto dal 17 agosto 2015 nel carcere di San Giorgio per aver massacrato il padre Giuseppe, 67 anni, a colpi di casco nel letto del suo appartamento in via della Grotta a Saltocchio. Sul vizio parziale di mente del ragazzo al momento dell’orribile delitto ruota l’intero processo. Il giudice deve capire se l’omicida fosse vittima o meno di un'intossicazione permanente da sostanze stupefacenti o da sostanze alcoliche. E per fugare ogni dubbio ha deciso, nell’udienza camerale svoltasi ieri mattina, di nominare un perito che possa esaminare i fatti da un punto di vista psicopatologico.
L’udienza. Dura meno di mezz’ora l’udienza davanti al giudice Riccardo Nerucci. Andrea Gambino, apparso un po’ ingrassato rispetto al momento del suo arresto dieci mesi orsono, per la prima volta da quella tragica mattina esce dal penitenziario per salire sul cellulare che lo porta al palazzo di Giustizia in via Galli Tassi. Poche centinaia di metri e poi in manette viene trasferito nell’aula dove si tiene l’udienza gup dove si trova già il suo legale di fiducia, l’avvocato Francesco Virgone. Il capo d’imputazione prodotto dal sostituto procuratore Lucia Rugani lascia pochi spazi di manovra per la difesa: omicidio volontario con l'aggravante del vincolo di parentela.
La perizia. Ma la consulenza chiesta dal pm allo psichiatra Pietro Pietrini, attuale direttore dell'istituto degli alti studi in piazza San Ponziano, pone dubbi reali sulle capacità del ragazzo nel momento in cui ha commesso l’efferato delitto. Dalla relazione depositata emergerebbe un quadro di parziale incapacità di intendere e di volere del ragazzo nell’istante in cui ha colpito a ripetizione con il suo casco integrale il padre che stava dormendo nel suo letto e che morì dopo un'agonia di venti giorni all'ospedale «Cisanello» di Pisa senza più riprendere conoscenza nonostante gli illusori tentativi di risveglio dal coma farmacologico in cui era piombato.
La nomina del giudice. Proprio sul punto legato allo stato di alterazione psicofisica di Andrea Gambino conseguente l'assunzione di sostanze stupefacenti ed alcolici il giudice dell’udienza preliminare Riccardo Nerucci ha deciso di nominare come perito il professor Mauro Mauri, docente del dipartimento di psichiatria dell’università di Pisa. Il conferimento dell’incarico è fissato per lunedì 25 luglio.
Pena attenuata. Se la circostanza legata alla parziale o totale infermità mentale venisse confermata anche dal perito del gup vi sarebbe una riduzione di pena al di là del rito scelto che molto probabilmente, anche in considerazione dello sconto di un terzo della pena, sarà l’abbreviato.
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