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Rsa, annuncio choc di Agorà: «Da luglio a casa 30 persone»

Rsa, annuncio choc di Agorà: «Da luglio a casa 30 persone»

I sindacati: confermate le nostre previsioni, ora il Comune deve impegnarsi come ha promesso La vincitrice dell’appalto assumerà una dozzina di Oss. Chiesto un incontro in prefettura

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LUCCA. Famiglie che si trovano con un mutuo da pagare e senza lavoro, dopo 15 anni. Persone in lacrime durante l’assemblea indetta dai sindacati. La vicenda del bando per la concessione di due case di riposo del Comune (Monte San Quirico e la Pia casa) sta assumendo toni drammatici, dopo che la società vincitrice, la Agorà di Arezzo, ha confermato le più nere previsioni delle organizzazioni dei lavoratori: il piano industriale prevede una trentina di licenziamenti.

«Noi l’avevamo detto da tempo», sostengono Michele Massari (Cgil), Pietro Casciani e Paola Paganelli (Uil) e Giovanni Bernicchi (Cisl), i sindacalisti che da tempo seguono la vicenda e che erano presenti all’incontro con Daniele Mazzetti, in rappresentanza di Agorà. Un incontro che ha confermato le più buie previsioni dei sindacati: una trentina di esuberi che, scrivono i rappresentanti dei lavoratori, sono derivanti «dal capitolato voluto e sostenuto dall'amministrazione comunale di Lucca. I settori particolarmente interessati sono quelli dei servizi, quali cucina, pulizie, lavanderia e il settore educativo. Un dramma annunciato che la giunta ormai non potrà più negare nella sua chiara evidenza e che sancirà in modo definitvo il peggioramento dei livelli qualitativi delle case di riposo di Lucca, fino ad oggi fiore all'occhiello della città sia sul piano socio assistenziale che su quello residenziale. D’altra parte , la giunta da tempo ha scelto di basarsi su modelli e livelli dichiaratamente inferiori ai nostri standard».

A poco serve la parziale consolazione che Agorà assumerà una dozzina di Oss: solo due fra i lavoratori che perderanno il lavoro, infatti, hanno questa qualifica e potranno così essere riassorbiti.

«Purtroppo è una situazione drammatica - commenta Pietro Casciani -: ci sono persone che lavorano lì da 15 anni, marito e moglie che erano dipendenti di Kcs (il gestore uscente, ndr). Persone che hanno fatto un mutuo, che si sono costruite una vita e che ora vedono tutto a rischio. All’assemblea c’era chi non ha trattenuto le lacrime».

Il prossimo incontro fra i sindacati e Agorà è stato fissato al 30 giugno: tempi stretti, visto che il passaggio da una gestione all’altra dovrebbe avvenire a metà luglio. Ma prima i sindacati vogliono un incontro con il Comune davanti al prefetto: per questo ieri mattina hanno protocollato la richiesta al palazzo del Governo.

«Come prima istanza - spiegano i sindacalisti - chiederemo al sindaco e alla giunta di rendere palese, a questo punto, quante, quali e come possano essere utilizzate le risorse che a più riprese (è stato affermato dallo stesso sindaco) sarebbero disponibili per integrare le attività sociali a favore degli anziani e consentire la piena occupazione dei lavoratori e lavoratrici delle Rsa in esubero. Ci aspettiamo una disponibilità immediata da parte del Comune che eviti una rottura altrimenti molto probabile e dalle conseguenze gravissime, nell'incontro del 30 giugno con Agorà». (l.c.)

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