Il Tirreno

Lucca

Il prete “social” che parla ai gay

Flavia Barsotti
Il prete “social” che parla ai gay

In un video postato dopo la strage di Orlando dice: «Dio è padre e ama tutti». E ottiene in poco tempo centinaia di migliaia di visualizzazioni

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LUCCA. Se l'abito non fa il monaco, in questo caso, fa la persona. O almeno, veste di un colore diverso, inatteso e non scontato, le parole di un uomo, Nando Ottaviani, il parroco moderno di Coreglia Antelminelli che ogni domenica spiega il Vangelo sulla sua pagina Facebook. In barba ai tabù, ai pregiudizi e ai falsi miti, nei giorni scorsi, ancora una volta è sceso in mezzo alla gente, su un tema tanto dibattuto come l'omosessualità. Nel modo più semplice, alla portata di tutti, attraverso il filo diretto dei social con il pubblico, ha parlato a cuore aperto, con la forza dell'istituzione che rappresenta, ma con la disinvoltura e la passione che lo contraddistinguono. Proprio questi, forse, sono stati gli ingredienti del successo raccolto intorno a un video che, lanciato in rete il 13 giugno, ha ottenuto in pochissimo tempo 223mila visualizzazioni e 4.500 condivisioni in aumento di ora in ora.

«Il mio era uno sfogo - commenta - Certamente non immaginavo questo scalpore». Si mostra sorpreso, infatti, Don Nando. Incredulo, quasi spaventato da tante attenzioni. In soli quattro giorni il numero dei suoi contatti Facebook è passato da 700 a 5.000, superando la soglia consentita per poter stringere amicizie virtuali. A scatenare tanto rumore, è stata la vicenda della sparatoria di Orlando, consumata in un club per omosessuali e sulla quale Don Nando ha speso parole sincere. «Qualcuno ha scritto che è stato "un giudizio di Dio": uomini di Chiesa, di culto, persone che si reputano cristiani, sono i primi a condannare e a mettere al rogo ragazzi andati lì solo per ballare». Comincia così il video di pacata accusa, ma di aperta indignazione lanciato dal parroco, intorno a un messaggio chiaro ed esplicito. «Che c'entra il giudizio di Dio? - incalza - La volete finire? Ci lamentiamo che la gente esce dalla chiesa e bestemmia, quando noi, vedendo queste cose, ci mettiamo subito di mezzo Dio. Ma Dio è amore, è padre e ama tutti. Mi avete rotto le scatole: sia quelli di chiesa, sia quegli altri». Da qui il riferimento al diritto alla libertà in tutte le sue forme e le sue sfaccettature, compresa quella, forse non così ovvia da ascoltare dalla bocca di un prete, ma su cui si è pronunciato anche Papa Francesco, di poter esprimere il proprio orientamento sessuale.

«L'uomo nasce libero - continua - siamo noi che, con i dogmi, gli mettiamo un cappio al collo. Queste persone cercano solo di vivere la loro vita nella semplicità, anche nella loro sessualità. Ma insomma, ma che ve ne frega! Sono omosessuali e allora?». E poi ritorna a stigmatizzare l'intolleranza e la mania di troppi di non pensare per sé. «Qualcuno ha addirittura detto "Dio li ha puniti per questo e ha fatto bene". Ma allora i preti cosa fanno? I politici? Tanti uomini sposati? Prima di sparare giudizi, guardate dentro il vostro cuore». Il monito è chiaro e chiama in causa anche il Vangelo. «Se uno è cristiano, se lo legga bene - continua - E pensate ai panni sporchi di casa vostra». Il boom di commenti e di messaggi privati, è arrivato immediato. «È incredibile quanta gente mi abbia scritto per dirmi grazie - racconta - Addirittura un ragazzo che voleva sbattezzarsi, ha cambiato idea». Commosso e impossibilitato a rispondere a tutti, Don Nando ha così deciso di realizzare un secondo video per ringraziare chi si è unito a lui. «In questa chiesa deve entrare chiunque: chi crede e chi non crede, chi vive la sua sessualità e chi non la vive. E chi è in difficoltà deve trovare qui la pace, l'accoglienza e la serenità senza essere giudicato specialmente dai sacerdoti o da chi per loro».

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