Il Tirreno

Lucca

I segreti dello scienziato che parla con i serial killer

di Paola Taddeucci
Kent Kiehl
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Kent Kiehl

Kent Kiehl, ospite di Imt a Lucca, ha ascoltato e studiato cinquecento criminali psicopatici negli Usa

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LUCCA. Ha parlato con tremila criminali detenuti nelle carceri degli Stati Uniti. Tra loro anche cinquecento psicopatici, autori di orribili reati, che ha ascoltato ed esaminato per mesi, un po' come la recluta dell'Fbi Clarice Sterling con Hannibal Lecter nel “Silenzio degli innocenti”, prima romanzo e poi celebre film del 1991. E anche lui, come Clarice, voleva capire cosa accade nella mente di un criminale.

Il professor Kent Kiehl ci è riuscito, con metodi e risultati sorprendenti che hanno ribaltato l'immagine media dello psicopatico – estremizzata e sensazionalistica - diffusa a suo parere proprio da quel film. Neuroscienziato di fama mondiale all'università del New Mexico di Albuquerque, Kiehl è stato chiamato dalla scuola Imt di Lucca ad illustrare i suoi studi: la conferenza, aperta al pubblico e incentrata sul rapporto tra neuroscienze e diritto penale, è in programma questa mattina alle 11,30 nella sede della scuola in piazza San Francesco.

L'idea del professore è che la psicopatia, ben diversa dalla psicosi, sia un disturbo mentale prevenibile, sul quale incidono fattori genetici e ambientali. Deriva infatti da cause organiche, cioè alterazioni del cervello che regolano l'elaborazione emotiva, ma è associato a problemi in famiglia, sul posto di lavoro, con gli amici.

Gli psicopatici – a parere di Kiehl - sono molto più numerosi di quanto si creda e non corrispondono all'immagine estremizzata che viene data nei film e in tv. «Solo uno su 150 – ha dichiarato in alcune interviste – mostra i classici segni clinici della malattia. Ciò significa che centinaia di migliaia sono fuori, tra la gente. La maggior parte non è violenta, ma arriva alla violenza e al crimine dopo una vita disturbata, nomade o disorganizzata».

Non prova, però, empatia, sensi di colpa o rimorsi. «E lo psicopatico perfetto - ha riferito il professore - è ancora di più antisociale, totalmente privo di coscienza, affettivamente piatto. Lo si capisce quando si guarda negli occhi».

Di sguardi anaffettivi il neuroscienziato ne ha incontrati a centinaia dentro le carceri statunitensi. Questa ricerca, oltre che sui colloqui frontali con i detenuti, si è basata su un approccio innovativo. Per superare le ovvie limitazioni del regime carcerario, Kiehl ha fatto costruire appositamente una macchina di risonanza magnetica portatile montata su un camion, con il quale insieme ai suoi collaboratori ha girato la maggior parte delle prigioni americane, sottoponendo i carcerati a sofisticati esami cerebrali.

Questi studi hanno portato alla realizzazione del Mind Mobile Mri System, grazie al quale sono stati raccolti i dati dell'attività cerebrale di circa tremila criminali: è il più grande database del mondo in questo campo, fondamentale per comprendere meglio quali strategie di prevenzione adottare e di grande importanza nel diritto penale. Proprio per questo il professore è molto attivo come consulente nelle aule dei tribunali statunitensi e come conferenziere nelle università di tutto il mondo.

La sua visita alla scuola Imt di Lucca si inquadra nell'ambito della collaborazione esistente da anni con il gruppo di ricerca del professor Pietro Pietrini, direttore della scuola, studioso dei comportamenti umani e pioniere dell'introduzione delle neuroscienze in ambito forense e giuridico

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