Il Tirreno

Lucca

Biocarbonizzatore, Creo fa dietrofront

di Nicola Nucci
Biocarbonizzatore, Creo fa dietrofront

«Progetto ritirato»: l’annuncio del sindaco in consiglio. La società ha però chiesto un nuovo incontro alla Regione

3 MINUTI DI LETTURA





CAPANNORI. La Creo ritira il progetto sull'impianto di carbonizzazione di Salanetti.

Un colpo di scena al consiglio comunale di mercoledì 15 giugno grazie alla comunicazione del sindaco Luca Menesini. Una seduta alla quale era all'ordine del giorno la mozione delle minoranze sul biocarbonizzatore.

Il primo cittadino ha riferito di una lettera ufficiale della Regione in cui si afferma che la pratica è stata archiviata e che quindi è stato chiuso anche il procedimento in corso di autorizzazione dell'impianto.

Una vicenda che in questi mesi è stata al centro di tensioni politiche e ha creato apprensione e preoccupazione tra i cittadini e i comitati ambientalisti. Ora è tutto da rifare.

«Una lettera ufficiale della Regione ricevuta ieri (martedì 14 giugno ndr) ci dice che il privato ha ritirato il progetto, vale a dire che ad oggi non c'è alcuna richiesta di realizzare un impianto - ha riferito il sindaco Menesini - per ben due volte l'azienda ha ritirato la proposta grazie alla serietà di Regione, Arpat, Asl, Provincia e Comune e delle forze politiche e consiglieri di maggioranza che hanno presentato osservazioni concrete nell'iter amministrativo. Perché le battaglie si fanno con azioni concrete, non con le querelle sulla stampa».

La società Creo ha ritirato nuovamente il progetto, ma ha richiesto un nuovo incontro alla Regione prima di presentare la richiesta di valutazione d'impatto ambientale per una ipotesi alternativa. Sarebbe il terzo progetto dal 2014 ad oggi.

«La Regione vuole al tavolo anche gli enti locali, che rappresentano i cittadini nelle scelte per il territorio. Ho sempre detto che avrei incontrato l'azienda solo dopo se ci sono le condizioni per farlo», ha detto Menesini che a dato incarico al comitato scientifico del Centro Rifiuti Zero, di cui è presidente il noto ambientalista Rossano Ercolini, di elaborae una relazione tecnica. Il comitato scientifico è composto da esperti e professionisti ambientali di tutta Italia.

«Per questo ho chiesto al comitato scientifico Rifiuti Zero una relazione tecnica e scientifica sulla tecnologia della carbonizzazione e sulla sua industrializzazione, che sono due cose differenti. Non decido in base a paure, titubanze, mancanze di coraggio, decido sulla base di ciò che è meglio per i cittadini. Al centro il tema ambientale, simbolo della nostra amministrazione. Entro un mese, quindi, parleremo di carbonizzazione in modo compiuto in consiglio comunale, senza posizioni pregiudiziali e demagogia». Parole che il sindaco ha pronunciato di fronte a una ventina di cittadini accorsi per il carbonizzatore, tra cui anche Leonardo Fornaciari, vice sindaco del Comune di Porcari, contrario alla realizzazione dell'impianto sul quale aveva chiesto un'inchiesta pubblica.

Esultano i comitati ambientalisti che hanno raccolto oltre 2.700 firme protocollate in Regione per dire no al carbonizzatore. Ed esulta l'opposizione. «La consapevolezza e la battaglia dei cittadini ha avuto un ruolo decisivo», dice Simone Lunardi (Movimento 5 Stelle). «Una vittoria dell'opposizione», sottolinea Anthony Masini, capogruppo di Forza Italia. «Adesso bisogna tenere alta l'attenzione», dice il consigliere Paolo Rontani (Udc). L’opposizione chiede «una modifica del regolamento urbanistico per vietare questo tipo di impianti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Trasporti

Traffico aereo ridotto in tutta Italia, problemi ai sistemi Enav: cosa sta succedendo ai voli

di Redazione web