Il dolore
«Allunghiamo la movida» video e canzone per il sindaco
LUCCA. Non ci sarà nessuna carrozza a trasformarsi in zucca né alcun abito di gala che, allo scoccare della mezzanotte, tornerà lacero e coperto da toppe, ma sulla questione movida, il riferimento...
LUCCA. Non ci sarà nessuna carrozza a trasformarsi in zucca né alcun abito di gala che, allo scoccare della mezzanotte, tornerà lacero e coperto da toppe, ma sulla questione movida, il riferimento alla fiaba di Cenerentola e al "coprifuoco lucchese" non poteva che diventare virale. La metafora arriva dalla fantasia dell'artista Manolo Strimpelli che affida a un video la sua opinione sull'ordinanza che impone lo stop alla musica a mezzanotte in estate. Postato su Facebook, in cinque giorni ha fatto il boom di "mi piace" e di visualizzazioni (quasi 5 mila e 500). Una sorta di lettera aperta virtuale, dal tono scherzoso e pungente, in cui Strimpelli incalza il sindaco Alessandro Tambellini nella speranza che possa rivedere l’ordinanza. «La musica uccide solo chi è già morto - dice - ma se è diventata un problema, almeno concedeteci un "ghetto del divertimento" fuori dalla città, in un'area dove non daremmo fastidio a nessuno. Se esistono zone industriali e centri commerciali, perché non dare vita a un polo degli artisti? Trovate un terreno in periferia, uno spazio con lotti da affittare a chi vuole l'avventura di aprire un locale: voi ci guadagnate e noi ci divertiamo».
La proposta, fra il serio e il faceto, porta con sé la richiesta di considerare difficoltà e necessità dei cittadini, dai fruitori agli operatori del settore. «La mia è solo un'idea, forse un po' un ripiego - dichiara Strimpelli - Una via d'uscita non pienamente soddisfacente contro una vera repressione». Il progetto, come sottolinea Strimpelli, residente a Pescia ma che spesso si esibisce a Lucca, avrebbe anche un rovescio della medaglia: il centro storico ne risentirebbe per partecipazione e presenze. «Ho 45 anni, suono da quasi 14 - spiega l'artista - Potrei forse smettere, ma voglio essere libero di farlo quando lo deciderò io, non per le imposizioni altrui».
Un approccio da condannare, per lui, quello del Comune. Un segnale arriva anche dal crescente numero di firme su change.org per abrogare l'ordinanza anti-movida: una petizione che ieri ha raggiunto quota 1.165. «Prendiamo le serate in cui molti esercizi trasmettono le partite - aggiunge Strimpelli -. Il match finisce verso le 22,40 se consideriamo i minuti di recupero. Un musicista che viene ingaggiato inizia alle 23. È giusto che sia libero di lavorare al massimo un'ora?». Circa l'una e mezzo sarebbe per lui la soglia più idonea per interrompere la musica. «Il sindaco dovrebbe scendere tra la gente e capire che non si vive solo di giorno - continua Strimpelli - Non voglio prendere posizioni politiche, ma il bello della democrazia è che tutti valgono uguale». Come spesso sanno fare gli artisti, l'impegno su un tema sentito è stato tradotto in una canzone postata su Fb. Protagonista è Lucca attraversata, dopo mezzanotte, solo da un "prete in frack", che dà il titolo al brano arrangiato sulla base del "Vecchio Frack" di Modugno. Su queste note, fra una rima e un motivetto, la provocazione arriva alla maniera lucchese: «Alle 9 tutti a letto, non si canta e non si beve. Domattina tutti a messa e vedrai ti passerà la voglia di "ruzzà».
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