Sicurezza
Via i sacchi neri, nelle vetrine arrivano i cartelli di protesta
Barga, riunione dei commercianti sulle multe per le insegne «Il Comune avrebbe dovuto informarci e darci più tempo»
BARGA. Non vanno giù, a molti negozianti del centro, quelle multe per le mancate autorizzazioni ad esporre le insegne sulle attività commerciali. E mentre l'oscuramento coi sacchi neri e nastro adesivo è durato pochi giorni, non si placano gli animi a Barga, anche se più che la cifra (circa 300 euro) non è piaciuto il modus operandi. E ieri pomeriggio si è svolto al “Bar Rossi” in Piangrande l'atteso incontro al quale ha preso parte anche Confcommercio Lucca visto che sono diversi gli associati colpiti dalle multe.
Una riunione molto partecipata, con oltre 50 attività presenti rappresentative di tutto il territorio da Barga vecchia a Mologno fino ad una delegazione di Fornaci. «Non contestiamo la sanzione, ma il modo in cui è arrivata - dicono i commercianti -: è mancato totalmente il dialogo da parte dell'amministrazione comunale che, in ottica di una collaborazione con le attività del territorio, avrebbe dovuto fare un incontro preventivo per informare dei controlli effettuati dalla Polizia Municipale».
I commercianti hanno deciso di togliere i sacchi neri con cui avevano coperte le insegne, ma esporranno nelle proprie vetrine un cartello di protesta: «Avevamo messo i sacchi neri protestare e non per evitare le multe come ha pensato qualcuno, infatti erano stati posizionati anche da aziende in regola. Per rispetto dei turisti e dei cittadini nostri clienti, abbiamo deciso di far tornare visibile le nostre insegne, ma vogliamo comunque che la gente sappia cosa è successo e possa così giudicare il comportamento del Comune. Siamo stati additati come “evasori”, ma sono arrivati a fare sanzioni su qualcosa che mai prima era stato segnalato come irregolare. Per questo il Comune avrebbe dovuto informarci. Poteva, per esempio, essere dato un tempo entro cui mettersi in regola». Qualcuno ha già pagato la sanzione per evitare cifre più alte, altri hanno già ricevuto la notifica di rimuovere l'insegna non autorizzata. «Tra le tantissime attività colpite ce ne sono anche di storiche. Nei prossimi giorni chiederemo al sindaco Bonini di riceverci per fargli capire il nostro disappunto e sperando di poter trovare un punto di accordo».
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