Il Tirreno

Lucca

Sulla movida la guerra aperta dei locali

di Barbara Antoni
Sulla movida la guerra aperta dei locali

La richiesta: musica fino all’una venerdì e sabato Il Comune: niente da fare, stop a mezzanotte

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LUCCA. È guerra aperta sulla movida. Da una parte ci sono gli operatori che, attraverso il presidente della commissione centro storico di Confcommercio Giovanni Martini, chiedono a gran voce il prolungamento da mezzanotte alle una, il venerdì e il sabato, della possibilità di fare musica all’aperto, nel rispetto dei decibel previsti. C’è una richiesta ufficiale in merito, registrata al protocollo del Comune, e ci sono le parole, ufficiali anche queste, del presidente della commissione. Con una chiara e comprensibile motivazione per gli operatori, e cioè che Lucca è una città a forte vocazione turistica; che la movida, specie nel fine settimana, si sposta sempre più avanti nella serata-nottata e per questo gli operatori fremono e incalzano soluzioni per trattenere gli avventori un’ora in più. Va detto che la commissione salva il restante contenuto - per citarne una lo stop alle vendita dell’alcol da asporto alle 22 - anche perché ne ha condiviso il contenuto in un percorso di partecipazione ad hoc nel 2015.

Dall’altra parte c’è l’amministrazione comunale, profondamente intenzionata, sottolineano gli assessori Giovanni Lemucchi alle attività produttive e Francesco Raspini alla sicurezza, a non cambiare una virgola dell’ordinanza che disciplina il “movimento” della notti d’estate. Non si cambia per più motivi. «L’ordinanza vigente è la solita da tre anni - spiegano gli amministratori - e nel 2015 fu condivisa con i commercianti. Oltretutto le regole che valgono a Lucca sono meno restrittive di quelle di molte grandi città. Per esempio a Lucca non è vietato vendere alcol dopo le 22 e volendo si può continuare a fare musica anche dopo la mezzanotte ma all’interno del locale, rispettando i decibel previsti oppure insonorizzando il locale». Ad ogni modo una via d’uscita c’è, secondo gli amministratori. Ed è la possibilità per gli operatori di richiedere deroghe al limite della mezzanotte, per eventi speciali: è una possibilità prevista dalla legge regionale, che poi è la base di tutte le ordinanze di ogni singola città e verrà accordata se la richiesta sarà regolare e rispetterà equilibri (una quantità di autorizzazioni per ogni singola zona del centro storico) e rispetto delle regole (i decibel se si parla di musica). L’esempio più classico è la Notte Bianca, quest’anno in programma il 27 agosto.

C’è di più: Lemucchi e Raspini sottolineano che lo stop della musica a mezzanotte va a tutelare anche «i tanti turisti ospiti delle strutture ricettive in centro: sarebbe un pessimo biglietto da visita vedersi scrivere recensioni negative sui portali del turismo se per il rumore non fosse possibile dormire fino a troppo tardi».

Intanto, già da due fine settimana, sono scattati i controlli a tappeto sulle attività, in particolare il venerdì e sabato sera. Finora la polizia municipale non ha elevato alcuna sanzione. Il comandante Stefano Carmignani lo conferma: «Gli esercenti controllati avevano un comportamento congruo - spiega -. Anche se qualche lamentela da parte dei residenti nelle zone più frequentate di notte del centro le abbiamo ricevute». Nell’estate del 2015 le multe elevate per mancata osservanza delle regole sulla movida furono una ventina. «Abbiamo comunque rilevato - aggiunge Carmignani - che il fine settimana c’è affluenza in centro, specialmente il sabato».

Da parte degli operatori però lo scontento è a un livello alto: «Prolungare la musica di un’ora è necessario, lo abbiamo fatto presente anche durante gli incontri col Comune nel 2015».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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