Il Tirreno

Lucca

«Nessun retroscena sul rinvio del bilancio»

L’assessore Cecchetti difende l’operato della giunta. Bianchi attacca: «Amministrazione inadeguata»

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LUCCA. L’assessore Enrico Cecchetti, interviene in merito a quanto affermato dal consigliere Marco Martinelli sul rinvio dell’approvazione del bilancio consuntivo 2015.

«Quello del consigliere Martinelli è il solito copione - scrive Cecchetti in una nota - prima si inventa un problema, poi ci si fa polemica. Infatti, non esiste nessun misterioso retroscena sulla decisione dell'amministrazione di proporre al consiglio comunale il rinvio di pochi giorni dell'approvazione del rendiconto 2015. Non siamo stati in presenza di dimenticanze o di errori, ma di un’ulteriore valutazione sull'interpretazione del regolamento e del testo unico degli enti locali che stabilisce che devono trascorrere 20 giorni dal deposito degli atti del rendiconto prima dell'approvazione da parte del consiglio. Per il rendiconto e gli undici allegati il periodo era passato. Per la relazione dei revisori, predisposta pochi giorni dopo nei tempi stabiliti, il periodo di 20 giorni non era trascorso. Avevamo comunque proceduto secondo l'interpretazione che quel termine, in questo caso, non fosse vincolante. La proposta di rinvio è stata quindi motivata solo da una scelta di prudenza - conclude Cecchetti - con l'obiettivo di evitare di incorrere in una contestazione di validità su un atto amministrativo molto importante».

Sul tema però interviene anche la consigliera della Federazione della Sinistra, Roberta Bianchi criticando l’operato dell’assessore direttamente già dal consiglio comunale al termine del quale non c’è stata l’approvazione del documento come invece si poteva prevedere. «Dispiace constatare che ancora una volta l'amministrazione anziché ammettere, a voler essere buoni, una propria leggerezza, si arrocchi su posizioni difensive - dichiara Bianchi -. Riflettendo su come si sono svolti i fatti mi chiedo: perché il sindaco non è intervenuto subito in apertura di seduta a chiarire come stavano le cose, anziché aspettare che si arrivasse al voto? Dice Cecchetti che la proposta di rinvio è stata unicamente motivata da una scelta di prudenza con l'obiettivo di evitare di incorrere in una contestazione di validità . E perché per palesare questa "scelta di prudenza" si è aspettato che si fosse in procinto di votare? Quali fatti nuovi sono intervenuti tra l'inizio del consiglio e un quarto d'ora dopo? Forse ha impensierito che nessun consigliere si fosse iscritto a parlare? Senza pensare a chissà quali retroscena, riteniamo l’amministrazione inadeguata ad affrontare la situazione».

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