Attenzione
Un nuovo nome e l’oste di sempre per “Vigna Ilaria”
Il ristorante riapre all’insegna del “Pesce briaco” Mattei ancora al timone, entrano capitali russi
LUCCA. Riapre sabato sera, dopo lunghi e accurati lavori. Riapre cambiando proprietà, impostazione della cucina e anche l'insegna. Anche per questo c'è attesa per il vernissage di sabato da “Vigna Ilaria”, zona Pieve Santo Stefano. Al comando della baracca resta, chiaramente Andrea Maggi. Ristorante versiliese dopo anni all'estero e alla “Bilancia” a Massarosa, da alcuni anni si è insediato a Lucca. Bel lavoro, ottime recensioni sulle guida, ma alla fine della stagione 2015 la decisione di cambiare tutti.
È arrivato un nuovo socio, un impenditore russo che da anni investe sul turismo del vino, prima in Francia, ora in Italia. L'uomo venuto dall'Est voleva aprire una sua attività a Volterra. Ma ha pensato bene di optare per Lucca, oggi una delle capitali italiane della grande cucina.
Grandi lavori di restauro - il locale ne aveva estremo bisogno - e la decisione di optare su una cucina di pesce, che già veniva fatta, e su una grande cantina (che in parte già c'era). Sabato così verrà ammainata l'insegna Vigna Ilaria per innalzare quella di “Pesce briaco“. «È un modo per far capire che molte cose sono cambiate: ci sarà tanto pesce e tanti grandi vini».
Maggi ha rafforzato lo staff per fare cose innovative. «Vogliamo permettere al cliente di cenare, magari partendo dalla scelta dei vini e da quelli noi costruiremo un menù. Immaginiamo che la nostra cantina non sia solo un grande supporto al cibo, ma che sia una delle cose che spinge il cliente a venire da noi».
Maggi e il socio russo hanno fatto le cose in grande. Così a Maurizio Marsili, executive chef del locale e il più famoso allievo di Angelo Paracucchi, è stato affiancato Alessandro Luchinelli, altro grande e giovane chef versiliese, appena uscito da Miro a Viareggio, ma a suo tempo artefice della stella Michelin che ottenne Henri Prosperi in via Fratti a Viareggio. Insomma due grandi personaggi in cucina.
La scelta di Maggi nasce anche da un'attenta disamina del panorama della ristorazione lucchese, oggi ormai al vertice in Toscana. Soprattutto alla qualità dei nuovi chef. Basti pensare alla coppia di 28enni che guida il Giglio. Basti pensare a Damiano Donati dell’“Officina del Gusto”, al viareggino Cristiano Tomei che ha appena doppiato l'“Imbuto” con “Satura”. Basti ricordare il giapponese Masaki Kuroda, chef del “Serendepico” di Gragnano. Insomma Lucca in cucina è molto cambiata, Andrea Maggi ne ha dovuto tenere. Il restyling di Vigna Ilaria ha comportato anche il rinnovamento delle quattro civettuole camere che si trovano al primo piano e che fanno del locale una delle più belle locande d'Italia.
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