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La latitanza di Affatigato finisce a Nizza

La latitanza di Affatigato finisce a Nizza

Mandato di cattura europeo per l’ex estremista Deve scontare 8 anni e 8 mesi per reati finanziari

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LUCCA. Dura due anni la latitanza in Francia di Marco Affatigato, 59 anni, ex esponente di Ordine Nuovo in cui aveva militato negli anni di piombo (dal 1973 al 1976) sino alla condanna per la ricostituzione del partito fascista (la legge Scelba) e per favoreggiamento nei confronti dell’ex terrorista nero Mario Tuti. Ma stavolta l’estremismo politico non c’entra nulla. Nei suoi confronti pendeva il quarto mandato d’arresto europeo per reati di ben altra natura: bancarotta, truffa, appropriazione indebita. Doveva scontare condanne passate in giudicato per complessivi 8 anni e 8 mesi di reclusioni. E dopo le prime sentenze, nel 2013, si era allontanato dalla Lucchesia riparando in Costa Azzurra. Per la precisione nel centro di Antibes dove si era rifatto una vita con una nuova compagna e un’attività di intermediazione e consulenza commerciale per una ditta di Nizza dove aveva il domicilio legale. Da quasi un anno la squadra Mobile, diretta dal commissario Silvia Cascino, stava alle calcagna di Affatigato. E sabato 11 giugno alle 21, in un hotel di Nizza vicino alla stazione ferroviaria, assieme alla gendarmeria francese lo ha catturato trasferendolo nel carcere di Grasse in attesa delle pratiche per l’estradizione in Italia.

«Mi sarei costituito». Alla vista degli agenti della sezione antirapina della Mobile lucchese - che poi hanno eseguito una perquisizione domiciliare nella casa dove viveva - Affatigato ha mantenuto il suo consueto aplomb. Freddo, distaccato, dopo qualche secondo in silenzio si sarebbe, stando agli investigatori, limitato a dire «Inutile che siate venuti sino a qui per cercarmi: tanto mi sarei costituito». Poi una raccomandazione ai poliziotti: quella di usare la massima accortezza nel riferire la notizia del suo arresto all’anziana madre che vive in Lucchesia.

Un parente come esca. Per arrivare all’ex esponente di estrema destra la polizia ha «intercettato» un parente con cui era in contatto e che proprio sabato sera doveva raggiungerlo a Nizza. Un’esca formidabile che, sua completa insaputa, ha portato gli agenti dal latitante. E dire che, almeno inizialmente, gli inquirenti transalpini erano assai riottosi. Dapprima non credevano nemmeno che Affatigato fosse riparato in Francia. Poi, dopo l’interessamento del servizio centrale operativo (Sco) e i mandati di ricerca europei esibiti, non solo la gendarmeria francese si è ammorbidita, ma ha pure collaborato in modo fattivo all’arresto di Affatigato nonostante anche a Nizza la città fosse blindata per l’arrivo degli hooligans in occasione dei campionati europei di calcio. Al momento a difendere l’ex «primula nera» è stato chiamato un noto avvocato che è stato anche sindaco di Nizza.

Le condanne. Risalgono in prevalenza a vicende passate quando Affatigato guidava l’Aduc Lucca, un’asssociazione dei consumatori da lui stesso fondata e che risulta estranea all’inchiesta penale. L’ex estremista di destra era stato accusato e condannato nei tre gradi di giudizio per truffa e appropriazione indebita. Il motivo? Avrebbe intascato i soldi di almeno una decina di consumatori che si erano rivolti a lui come mediatore per conciliazioni alla Camera di Commercio o ricorsi al giudice di pace o al tribunale civile per una serie di episodi. Avrebbe intascato cifre sino a un massimo di 2000 euro senza evadere alcuna pratica. Condanne che vanno da un anno e 8 mesi sino a 9 mesi di reclusione per un totale di 5 anni e 5 mesi. A queste vanno aggiunti i 3 anni e 3 mesi di reclusione per la bancarotta fraudolenta legata alla Commercial Key srl di via Lunardi, specializzata nell’acquito e nella vendita di attrezzature per locali e gestioni di bar, caffè ed esercizi commerciali. Affatigato figurava come socio partecipante, ma in realtà per gli investigatori e i giudici sarebbe stato l’amministratore di fatto. Una condanna coperta dall’indulto che gli consentì di evitare il carcere, ma i cui benefici sono stati annullati dalle sentenze passate in giudicato per gli altri procedimenti penali legati all’Aduc. Il questore, Alessandro Giuliano, si è complimentato con la Mobile per «il risultato raggiunto in seguito ad un’indagine di respiro internazionale».

Il processo. L’ultima volta che Affatigato era apparso sulle colonne della stampa era stato poco prima del Natale 2014 quando un’operazione della procura dell’Aquila portò in carcere 14 presunti terroristi di destra che avrebbero progettato attacchi in varie parti d’Italia e tra queste azioni anche l’omicidio di Marco Affatigato ritenuto un «infame» che avrebbe fatto finire in galera molti camerati. Secondo quanto contenuto nelle intercettazioni e nell’ordinanza del gip abruzzese l’idea era quella di organizzare un commando che conducesse Affatigato nel luogo dell’ esecuzione. Contattato dal Tirreno, Affatigato disse di non temere nulla derubricando a improvvisatori gli arrestati. Per i 44 indagati è stato disposto il giudizio immediato: il processo si è aperto, ma non è ancora entrato nel vivo. La sentenza non arriverà prima di metà 2017.

Luca Tronchetti

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