Sicurezza
Kme prende il giro il consigliere Bianchi: ne va di 700 persone
Il rappresentante M5S in Regione è «pronto a rivedere la mozione se contiene dettagli sbagliati» Ma ribadisce che la priorità è la salvaguardia dei posti di lavoro della grande fabbrica
BARGA. Durissimo botta e risposta fra il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Gabriele Bianchi e la dirigenza di Kme, dopo che lo stesso Bianchi aveva annunciato di voler portare la questione della grande fabbrica di Barga in consiglio con una mozione.
Un annuncio al quale Kme ha risposto con una lettera sarcastica e - a dir la verità - assai irrituale: «Kme ha letto con estremo interesse la mozione che ha come primo firmatario il consigliere Gabriele Bianchi e si dispiace di non avere avuto in precedenza nozione della sua alta competenza tecnica e perizia industriale, specificamente per quanto riguarda i forni fusori Asarco. Avendo dunque oggi avuto la fortuna di poter rimediare a tale grave ignoranza, Kme ipotizza di chiedere al Prof. Bianchi, sempre che i suoi primari impegni scientifici glielo permettano, di poter usufruire delle sue alte competenze in materia per risolvere in via definitiva i problemi di gestione industriale anche dei forni Asarco presenti in altri stabilimenti del Gruppo in Francia, Germania e Cina, assicurando ovviamente la copertura integrale delle adeguate spese di trasferta. P.S. Se poi avesse anche dei suggerimenti per evitare perdite di 15/16 mln di Euro l'anno nello stabilimento di Fornaci la gratitudine di Kme sarebbe infinita».
Un’ironia che (ovviamente) non piace a Bianchi, il quale però entra anche nel merito della questione: «Spiace leggere che un'impresa come Kme faccia dell'ironia su proposte legate ad un obiettivo serio e importante quale il destino di 700 lavoratori e delle loro famiglie. Non sono un professore, prima di questa esperienza consiliare ero un piccolo imprenditore, un elettricista per la precisione. Ma quando mi rivolgevo ai clienti, come oggi ai cittadini, usavo la massima gentilezza e cortesia verso chi era destinatario della mia professionalità. Le usai anche con Kme quando vi lavorai come dipendente di una ditta elettrica fornitrice».
Bianchi spiega di essere «assolutamente disponibile a rivedere la mozione che porta la mia prima firma, se contiene un dettaglio tecnico sbagliato. Ma pretendo di preservarne lo spirito: contribuire ad assicurare un futuro a 700 persone. Se il forno Asarco, diversamente da come segnalatomi più volte dai sindacati, non è la soluzione sarà mia premura toglierne ogni riferimento nel nostro atto firmato da tutti i consiglieri regionali M5S. Chiedo tuttavia che questa discussione si faccia a un tavolo, dove saremo vis a vis, io voi e le rappresentanze sindacali tutte. Elaboriamo insieme, impresa e lavoratori, un atto di indirizzo sulla crisi Kme e sarà cura del Movimento 5 Stelle portarlo in consiglio regionale. Se abbiamo tutti gli stessi obiettivi, sarà impresa facile. Se invece ci dividono le finalità, noi abbiamo già scelto da che parte stare».
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