Trasporti
Con Imu e Tasi stangata su negozi e seconde case
Il 16 giugno scade il termine per il versamento delle imposte Si salvano le prime abitazioni, novità su comodati e affitti
LUCCA. Ci siamo, ahinoi. Dopodomani, giovedì 16 giugno, scade il termine ultimo per il pagamento delle tasse sugli immobili: le famigerate Tasi e Imu. La novità di quest’anno è che la prima casa è ormai salva dal balzello: il governo Renzi ha cancellato la tassa sui servizi indivisibili (Tasi) che gravava sulle abitazioni principali, fatti salvi gli immobili di pregio. Per intenderci ville, castelli e dimore storiche: ovvero tutti quei beni classificati dal catasto in categoria A1, A8 e A9. Pagano dunque, i proprietari di seconde case e altri immobili, tra cui bar, negozi, ristoranti, imprese, ecc.
Affitti e comodati: si cambia. Le altre novità, invece, riguardano gli immobili dati in comodato d’uso gratuito ai figli e gli affitti a canone concordato. Valgono sia per le seconde case sia per gli altri immobili. La legge di stabilità 2016 ha rivisto le agevolazioni di Imu e Tasi per gli immobili concessi in comodato a un parente in linea retta di I° grado (genitori-figli). L'agevolazione consiste nella riduzione del 50% della base imponibile. In pratica si paga la metà di quello che si versava fino allo scorso anno. Ma la legge ha una impostazione molto restrittiva e fissa una serie di pre-condizioni: il contratto di comodato deve essere registrato; l’immobile deve essere abitazione principale del familiare comodatario. Inoltre si deve essere proprietari di un solo immobile oppure di due immobili ma in tal caso uno deve essere necessariamente abitazione principale del proprietario. Insomma, non è così semplici rientrare nelle fattispecie prese in considerazione, ma i fortunati che ne sono toccati potranno pagare la metà di quanto versavano l’anno precedente. La riduzione si applica sulla base imponibile calcolata a partire dalla rendita catastale dell’immobile. L’aliquota, invece, resta inalterata.
L’altra novità riguarda i canoni concordati: i contratti di locazione stipulati con questa formula potranno beneficiare di una riduzione del 75% dell’aliquota stabilità per l’anno precedente dal Comune in cui ha sede l’immobile. Facciamo un esempio: a Lucca si calcolava l’importo da pagare usando l’aliquota del 5,6 per mille. Quest’anno l’aliquota da applicare ai fini del calcolo è del 1,4 per mille.
Vecchie aliquote. Queste le novità. Per il resto cambia poco: la legge, infatti, consente di versare l’acconto di Imu e Tasi del 16 giugno con le aliquote stabilite lo scorso anno dai Comuni. Questo per non creare complicazioni, dato che molte amministrazioni non hanno ancora modificato i regolamenti. «Eventuali variazioni – spiega Simona De Prete, responsabile dei Caaf Cgil della Lucchesia – saranno prese in considerazione con il conguaglio di dicembre. Sono venuti molti cittadini a farsi fare il calcolo e fino a ora le cose sono andate piuttosto bene. O almeno meglio dei due anni precedenti, quando l’introduzione della Tasi creò diversi problemi».
Calcoli complicati: che fare? Conteggiare gli importi da versare non è cosa facile: i Comuni (eccezion fatta per Borgo a Mozzano, che però ha fatto alcuni errori) non mandano a casa i bollettini precompilati e il cittadino ha solo due strade: prendere la calcolatrice e cimentarsi in operazioni di aritmetica non proprio semplicissime oppure rivolgersi a Caaf e professionisti abilitati. In questo ultimo caso, però, si paga: «Ai Caaf della Cgil prendiamo 25 euro ai non iscritti e 13 agli iscritti – spiega ancora De Prete – La tariffa è comprensiva di tutte le rate da versare per Imu e Tasi». Rivolgersi a un commercialista può costare anche di più: si viaggia intorno ai 30 euro. Il fai-da-te è più economico ma rischioso: in caso di errori negli anni a venire il Comune potrebbe presentare il conto. Tra sanzioni e interessi di mora le cifre lievitano molto velocemente.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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