Attenzione
’ndrangheta ad Altopascio, chieste pene severe
Verso la confisca la villa con bunker sequestrata tre anni fa al presunto boss Giuseppe Lombardo
LUCCA. Nel 2013 la prima villa con bunker ritrovata nella lucchesia, quando, a seguito di un blitz della guardia di finanza, si scopre che la più potente organizzazione criminale del mondo si è insediata anche in Toscana. Ora la direzione distrettuale antimafia di Firenze ha terminato le requisitorie per Giuseppe Lombardo e Antonio Scavelli. I due boss della 'ndrangheta che agivano con base operativa ad Altopascio rischiano condanne severe.
Per Giuseppe Lombardo la Dda ha chiesto 29 anni di reclusione mentre per Antonio Scavelli 15 anni e 8 mesi. Lunedì le arringhe del collegio degli avvocati difensori poi eventuali repliche del pm e infine la sentenza di primo grado. I due devono rispondere, a vari livello e titolo, di associazione mafiosa, spaccio di sostanze stupefacenti, minacce, estorsione aggravata, e alcuni episodi di incendio doloso e violenza. Nel 2013 la gdf su ordine della procura antimafia di Firenze aveva arrestato i due imputati e altre 11 persone (che hanno scelto riti alternativi) e sequestrato beni per milioni di euro. In particolare il Gico aveva individuato i beni riconducibili a Lombardo e aveva effettuato un accertamento patrimoniale sui componenti dell'associazione a delinquere, al fine di individuare i beni non giustificati dai redditi dichiarati dal boss calabrese per richiederne il sequestro finalizzato alla confisca.
Erano stati individuati beni per un valore complessivo di oltre 1,5 milioni di euro: «Una villa e un appezzamento ad Altopascio; un appartamento di sette vani e un’autorimessa sempre ad Altopascio; una Bmw del 2011, una Renault Clio del 2013 e un motociclo, tutti intestati alla moglie di Lombardo; un’abitazione di 6 vani a Chiesina Uzzanese con magazzino e autorimessa, due terreni a Chiesina Uzzanese; una Golf del 2010; un dossier titoli del valore di 45.000 euro». Gli inquirenti avevano evidenziato nel corso delle indagini e nel processo l'alto tenore di vita della famiglia Lombardo, segnalando i ripetuti viaggi in Calabria, la villeggiatura estiva che di almeno due mesi, le vacanze sulla neve a Natale e il possesso di una villa, attribuita dallo stesso Lombardo di un milione di euro e di un’auto, la Bmw, di almeno 70.000 euro, tutto questo a fronte di redditi dichiarati assolutamente non congrui.
Nella villa di Spianate era stato ritrovato anche un bunker sotterraneo per un'eventuale latitanza o irreperibilità. Giuseppe Lombardo, fa parte di una famiglia storica della ’ndrangheta calabrese. Suo padre, Antonino, apparteneva alla cosca Facchineri di Cittanova (Reggio Calabria), arrestato per mafia nel 1997 e condannato definitivamente nel 2003, era sfuggito nel 1987 a un agguato mafioso nell'ambito di una faida tra famiglie, dove morì un altro figlio, Angelo, e altri due rimasero feriti. Temendo per la propria vita, Antonino decise di cambiare aria e si trasferì ad Altopascio assieme al figlio Giuseppe, che, all'epoca, aveva 22 anni.
[[atex:gelocal:il-tirreno:lucca:cronaca:1.13650766:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/locale/un-bunker-sotto-la-villa-del-mafioso/20410/20868]]
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
