Sicurezza
L'ex esponente di estrema destra Marco Affatigato arrestato in Costa Azzurra
Lucca: l'ex Ordine nuovo, latitante, è stato catturato dagli uomini della squadra mobile. Deve scontare alcune condanne per truffa e bancarotta
LUCCA. L'ex estremista neofascista Marco Affatigato è stato arrestato dalla squadra mobile di Lucca in Francia, dove risiedeva (in costa Azzurra) da alcuni anni, come latitante. Sulla sua testa pesano diverse condanne della giustizia italiana: in totale deve scontare pene per 8 anni e 8 mesi. Affatigato è stato condannato a 3 anni e 3 mesi per bancarotta come amministratore di fatto della Commercial Key srl; altri 5 anni 5 mesi riguardano il periodo in cui era presidente dell'Aduc. In questo caso i reati sono truffa e appropriazione indebita. Il primo mandato di cattura internazionale nei suoi confronti è stato emesso nel 2014: Affatigato era quindi latitante da due anni e nell'ultimo periodo viveva ad Antibes con una compagna. Gli uomini della squadra mobile lo hanno rintracciato attraverso i contatti che manteneva con un amico lucchese, ingnaro di essere controllato dalla polizia. Nei giorni scorsi è scattato il blitz: Affatigato e il vecchio amico avevano fissato un appuntamento per sabato 11 giugno alle 21, in un albergo di Nizza. Il latitante si è presentato nel luogo stabilito ma lì ha trovato gli uomini della squadra mobile di Lucca e quelli della gendarmerie che lo hanno arrestato. Alla vista delle forze dell'ordine Affatigato è rimasto freddo: "Non c'era bisogno che veniste a prendermi, prima o poi mi sarei costituito". L'uomo è attualmente rinchiuso nel carcere di Grasse e lì rimarrà finché non verrà presentata e accolta la richiesta di estradizione in Italia.
Marco Affatigato, 59 anni, è un personaggio centrale dell'estremismo nero in Toscana durante gli anni di piombo. Esponente dal 1973 al 1976 del movimento politico Ordine Nuovo, nel 1976 era stato accusato e condannato a 4 anni e mezzo per violazione della legge Scelba (ricostituzione del partito fascista), e sempre nel 1977 a 3 anni e 6 mesi per favoreggiamento di Mario Tuti. È stato latitante in Inghilterra, Belgio, Francia (dove vive ora), Corsica, Libano, Algeria, Tunisia, Nicaragua e il suo nome è stato avvicinato nel corso degli anni a tanti episodi misteriosi della storia d’Italia. Il 19 settembre 1980 venne estradato in Italia a seguito dell’applicazione del “Trattato di Yalta” e richiuso nel carcere di Ferrara, sezione speciale.
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Dai documenti sequestrati nel corso del suo arresto nonché dagli interrogatori resi, emerse la sua collaborazione attiva negli anni 1979 e 1980 coi servizi segreti francesi e americani quale “agente infiltrato” in una cellula terroristica internazionale promossa e gestita dagli iraniani di Mustafa Mosavi Khomeyni. Obiettivi di questa cellula erano attentati nei confronti di sedi Nato in Europa. Nel 1986 lo Stato francese annullò la sua estradizione verso l’Italia e ne richiese la riconsegna. Non venne consegnato alla Francia, ma sottoposto a regime di liberazione condizionale in Italia. Qui, negli anni Duemila, è stato sottoposto a più di un processo. In alcuni è stato assolto, in altri condannato: fra gli ultimi casi, una sentenza ormai definitiva a cinque anni per bancarotta.
Un anno e mezzo fa, a dicembre del 2014, Affatigato - ormai latitante in Francia - era tornato agli onori della cronaca perché il suo nome compariva in un'inchiesta della procura de L'Aquila nei confronti di un gruppo di presunti terroristi neofascisti. In questo caso, però, sarebbe stata parte lesa: gli estremisti, infatti, avrebbero organizzato il suo assassinio, ritenendolo un "traditore", Contattato telefonicamente dal Tirreno, Affatigato aveva spiegato di non essere "né un infame, né un pentito" e aveva bollato come "improvvisatori" i membri del gruppo neofascista messo nel mirino dalla procura abruzzese.
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