La manifestazione
«Volontariato, Lucca centrale»
Patriarca (Cnv) commenta la visita di Renzi. I collettivi: «Siamo stati caricati indiscriminatamente»
LUCCA. Soddisfazione da una parte, rabbia e accuse dall’altra. Il giorno dopo la visita del presidente del consiglio Matteo Renzi a Lucca, e le contestazioni in piazza San Francesco, il presidente del Centro nazionale del volontariato (che ha organizzato l’evento) rivendica il ruolo della città e del Cnv, mentre i ragazzi di Torpedo e i gruppi antagonisti tornano a parlare di repressione da parte della polizia.
Patriarca soddisfatto. «Ancora una volta Lucca e il Centro Nazionale per il Volontariato - commenta Patriarca - si sono confermati il punto di riferimento nazionale del volontariato e del terzo settore, condividendo con il presidente del consiglio l'avvio della fase due della riforma del terzo settore lanciata da Matteo Renzi a Lucca due anni fa al Festival del Volontariato». Patriarca si dice «come al solito entusiasti della risposta e della grande partecipazione giunta dalla città e dalle associazioni di tutta Italia che hanno riempito la chiesa di San Francesco. Il dialogo con Renzi è stato molto positivo: il premier ha confermato la centralità del terzo settore non solo come esempio civile per un Paese che rischia di perdere i suoi valori costitutivi, ma anche come vettore di sviluppo economico di qualità. Le novità che la legge di riforma del terzo settore stanno introducendo sono rilevanti: il servizio civile per tutti i giovani che desiderano farlo, il riconoscimento giuridico degli enti, la riforma e lo slancio per l'impresa sociale, il riordino della materia fiscale sono alcune delle azioni che la riforma sta rendendo possibili. Erano le richieste del terzo settore per poter crescere. Adesso inizia la fase due: la fase dei decreti del governo e la messa alla prova per le realtà del terzo settore le quali dovranno dimostrare di essere all'altezza della riforma e dei suoi obiettivi».
Le accuse dei contestatori. In un resoconto del corteo apparso su Internet, gli organizzatori hanno innanzitutto ricordato che la manifestazione è stata lanciata dai collettivi Torpedo e Casl, con l’adesione poi di Cobas, Rifondazione Comunista, Usb, Coordinamento democrazia costituzionale e collettivi arrivati da Pisa, Massa e Viareggio.
Il corteo, arrivato alla Madonna dello Stellare, «ha affrontato la polizia issando una rete difensiva e uno striscione con scritto: “Dalla Francia all’Italia: tout le monde, déteste la police”. Gli interventi hanno ribadito la volontà di arrivare nella piazza adiacente dove Renzi era protetto dalla polizia». Un centinaio di persose si sono avvicinate al cordone della polizia, reggendo la rete con lo striscione ed è allora che - secondo i collettivi - «in pochissimo tempo la polizia ha caricato indiscriminatamente i presenti, facendo indietreggiare il corteo di diversi metri e lasciando diversi feriti tra cui un ragazzo che è stato poi portato all’ospedale (dovrà portare le stampelle per 15 giorni)». Una ricostruzione che in parte differisce da quella della polizia che, venerdì, ha parlato di «qualche spintone, ma niente di più».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google