Il dolore
L’annuncio di Marchetti «Non farò l’assessore»
Dopo 23 anni alla guida di Altopascio il sindaco spiega che non entrerà in giunta nonostante il migliaio di preferenze ottenute e ribadisce il sostegno a Fagni
ALTOPASCIO. Al di là di come andrà a finire il ballottaggio del 19 giugno si chiude l'era Maurizio Marchetti. L'attuale sindaco, dopo 23 anni ininterrottamente al governo, non sarà nella prossima giunta. Dopo aver fatto il pieno di preferenze (ben 700, con altre 350 schede annullate ma riportanti il suo nome scritto), Marchetti conferma il suo totale sostegno e fiducia per Francesco Fagni, ma comunica che non entrerà in giunta: «Non lo farò perché credo sia arrivato il momento di lasciare spazio a elementi capaci, esperti, motivati come Francesco Fagni e gli altri che hanno brillato in questo primo turno. Fagni vincerà il ballottaggio, perché non può essere altrimenti se si confrontano i due candidati. Ha lavorato fianco a fianco a me in questi anni e saprà guidare la sua giunta con fermezza, serenità e equilibrio».
Marchetti tornerà comunque sui banchi del consiglio comunale: «Per svolgere il mandato che mi hanno conferito 700 altopascesi. Oltre a questo sarò sempre a disposizione di Francesco Fagni e di tutti per offrire come sempre il mio contributo. Solo che non farò parte della giunta altopascese».
Smentite quindi le indiscrezioni che volevano invece un assessorato già pronto per il sindaco uscente che ha guidato Altopascio per quattro mandati. C'è poi chi ha etichettato il duello Fagni-D'Ambrosio come una sfida tra continuità e cambiamento: «Non c'è paragone – scrive Marchetti – fra una compagine di persone qualificate, esperte e impegnate come la nostra e una serie di persone che non hanno alcuna esperienza amministrativa né hanno mai lavorato. Come faranno a gestire una situazione complicata come un comune, oggi? È chiaro che subito dopo sarebbero commissariati e le decisioni su Altopascio non sarebbero più prese in autonomia».
Non manca una frecciata all'assessore Remaschi, capolista del Pd: «Ecco allora che una tendopoli di migranti piuttosto che il carbonizzatore sarebbero due ipotesi reali. Del resto il commissariamento è stato visibile anche durante la campagna elettorale. Viene evocato il cambiamento, ma cambiare non è sempre positivo, talvolta si cambia in peggio. Sento parlare di innovazione, di gestione manageriale, di cambio di passo. Il cambiamento può essere incarnato nel tutor Marco Remaschi? Una persona che da trent'anni non abita più a Altopascio ed è riapparso un mese prima delle elezioni? Tutti bei discorsi. I nostri avversari hanno fatto una campagna tutta all'insegna della denigrazione nei nostri confronti, promettendo poi una pioggia di soldi in arrivo dalla Regione. Tutte prese in giro. Le stesse promesse fatte a Lucca e Capannori, tanto per citare i comuni a noi vicini, dove poi soldi non sono arrivati. A maggior ragione ora che la Regione se la passa male, tanto da ulteriormente tagliare l'assistenza sanitaria di 15 milioni alla sola Lucchesia».
Marchetti non rinuncerà alla carica di segretario provinciale di Forza Italia: «Non avere incarichi di assessore mi consentirà di dedicarmi ancora di più all'attività politica e lavorare per l'unità del centrodestra in vista delle comunali 2017 a Lucca, per tornare a dare ai lucchesi nuove prospettive e sottrarsi all'abbraccio mortale del Pd».
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