Il dolore
Deserta l’asta telematica di Tenucci
Nessuna vendita al primo incanto della merce sequestrata allo storico commerciante, venerdì 17 il secondo tentativo
LUCCA. Non è bastato Internet, e nemmeno è servita la possibilità di osservare i lotti anche a distanza attraverso un sistema di videoripresa: l’asta dei beni pignorati da Equitalia a Umberto Tenucci è andata deserta.
Venerdì si è svolto infatti il primo incanto, dove si poteva partecipare solo attraverso il web, con una postazione allestita per l’occasione anche alla sede dell’Ivg (l’Istituto vendite giudiziaria), ma per i 32 lotti in cui era suddivisa la merce della storica boutique non sono arrivate offerte.
All’asta, per una cifra complessiva di 373mila euro, erano gli articoli in vendita nei due negozi di Umberto Tenucci, in via Fillungo e in piazzetta dell’Arancio, ma anche alcuni arredi degli stessi negozi. Materiale sequestrato all’inizio dello scorso aprile. Tutto partì da un’indagine della guardia di finanza, con la successiva accusa nei confronti del commerciante di un’evasione fiscale che avrebbe superato i 6 milioni di euro. Poi, subito dopo il blitz delle fiamme gialle, era arrivata anche Equitalia, incaricata di riscuotere per conto del fisco la bella somma di 900mila euro, fra sonne non incassate nel corso degli anni e relativi interessi.
E proprio Equitalia, per recuperare parte di quella somma, si è affidata all’Ivg, affinché procedesse con la vendita dei beni sequestrati nei negozi di via Fillungo e di piazzetta dell’Arancio. In totale, secondo la prima stima, la vendita all’incanto avrebbe dovuto permettere di recuperare un po’ più di un terzo della somma che l’agenzia di riscossione chiedeva ai Tenucci. All’asta lotti composti da stock di abiti o di scarpe, ma anche gli arredi, marchio distintivo per il loro stile dei negozi Tenucci (tra mobili in legno, preziosi tappeti o lampadari in vetro di Boemia). Ma il prezzo a base d’asta dei singoli lotti (il più caro sfiorava i 50mila euro) ha evidentemente spaventato molti possibili acquirenti.
Adesso l’asta concederà il bis, venerdì 17, abbandonando la via telematica. I lotti saranno esposti al mattino per essere valutati dai possibili acquirenti, poi nel pomeriggio (ritrovo alle 16 e inizio dell’incanto attorno alle 17) partirà la nuova vendita, e il prezzo a base d’asta, in quest’occasione, sarà dimezzato. Una riduzione del 50% per stimolare eventuali compratori titubanti davanti ai primi prezzi proposti.
Quindi quegli articoli che non si riuscirà a vendere in questa circostanza saranno nuovamente messi all’asta il primo luglio, con un prezzo di partenza ulteriormente ribassato. Quindi, una volta terminate le tre aste per lotti, ciò che rimarrà invenduto verrà suddiviso in singoli capi, con una quarta vendita direttamente nella sede dell’Ivg.
Luigi Spinosi
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