Il Tirreno

Lucca

Kme: la soluzione potrebbe essere il rame

di Nicola Bellanova

Ottimismo dopo l’incontro tra Ad e sindacati, tramonta l’ipotesi dell’idroponica e si pensa di riconvertire uno dei forni

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BARGA. Dall'idroponico al rame e, soprattutto, da soli. L'arrivo di Claudio Pinassi, nuovo Ad di Kme Group, ha dato nuova linfa alle speranze dei circa 700 dipendenti dello stabilimento di Fornaci di Barga.

Tramontata la suggestiva e inconsueta ipotesi della produzione di piante idroponiche, e mentre la trattativa con gli Eredi Gnutti ristagna, Pinassi pensa al futuro. Ed ecco che, incontrando i sindacati nel tavolo tecnico svoltosi il 9 giugno per affrontare la situazione del polo fornacino, si è fatta strada l'idea di abbandonare l'ipotesi di utilizzo del forno Asarco e ricominciare dal forno Loma 1 e dalla sua riconversione al rame. Il che, vorrebbe dire tenere sul fondovalle la filiera produttiva, senza smantellare reparti, e affrontare con un nuovo e convincente piano industriale le sfide del mercato.

Con il Forno Loma 1 l’azienda conta in un primo step a garantire una produzione annua di 25.000 tonnellate per poi crescere nel tempo, e arrivare, tramite modifiche all’impianto, a 45mila tonnellate. A livello occupazionale, il personale impiegato tra diretti ed indiretti sarà inizialmente di 19 addetti per poi arrivare a 24. Il riavvio dell'impianto Loma 1 è una strada da seguire pur coi dovuti risvolti in termini di costi, ma comunque l'unica soluzione per garantire l’autosufficienza del sito sulla fusione di rame anche se presenta, per i sindacati, criticità da chiarire.

Mauro Rossi, segretario provinciale della Fiom Cgil, conferma l'ottimismo: «Siamo soddisfatti di questo passo che dovrebbe riportare all’accensione di un forno, ma lo vogliamo valutare bene. Vogliamo che questo progetto parta con tutte le garanzie. Vogliamo capire davvero le forze in gioco perché la posta in palio è alta e ne va, da qui ai prossimi tre anni, il futuro di Kme a Fornaci».

Quindi, i sindacati non faranno barricate, e sono pronti a discutere: «Questo confronto ripreso con l’azienda è l’arma vincente per arrivare ai risultati che tutti ci auspichiamo – continua Rossi – sapere che sei in una fase dove parli con tecnici che ti ascoltano e con un Ad che finalmente è un industriale vero che sa di che cosa si sta parlando fin nei minimi dettagli, è importante. Garantisce che alla fine si possa dire la nostra e portare avanti una trattativa vera, seria e costruttiva».

Ma bisogna far presto, perché tra due anni scadono gli ammortizzatori sociali.

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