Il Tirreno

Lucca

il destino di Bml

Da Cna e Alternativa il “no” alla vendita

LUCCA. Continua a suscitare reazioni il dibattito in corso sull’eventuale cessione delle quote della Banca del Monte in possesso della Fondazione Bml (intenzionata a mantenerle) e della Fondazione...

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LUCCA. Continua a suscitare reazioni il dibattito in corso sull’eventuale cessione delle quote della Banca del Monte in possesso della Fondazione Bml (intenzionata a mantenerle) e della Fondazione Crl (che sarebbe disposta invece anche a prendere in considerazione l’ipotesi di una loro cessione).

Sulla sorte dell’ultima “banca di Lucca” interviene adesso il presidente della Cna Andrea Giannecchini.

«Una posizione forte e coraggiosa quella di Del Carlo che crediamo esprima una reale preoccupazione rispetto ai destini di Bml, pezzo straordinario della storia della città di Lucca e di grande valore simbolico non solo economico. Siamo una organizzazione di imprenditori e sappiamo come è cambiato il mondo e gli scenari su cui oggi si muovono le banche e siamo ben consapevoli su cosa si fondano i parametri patrimoniali e le economie di scala complessive».

«Avere una banca vera del territorio è un valore straordinario per le imprese, soprattutto di piccole dimensioni, dove il rapporto diretto, la conoscenza e i valori d'appartenenza rappresentano valore aggiunto prezioso e indispensabile. Se esiste è una possibilità, una strada da percorrere con ragionevolezza e necessaria prudenza, occorre ricercarla per salvare l’unico istituto di credito lucchese rimasto».

Si schiera nettamente per il mantenimento delle quote bancarie anche Alternativa Civica Lucca, attraverso i suoi leader Marco Chiari e Nicola Buchignani. «Cosa c’è dietro questa diatriba, che finalità si vogliono raggiungere e chi pilota queste manovre e quali sarebbero le ricadute, positive e negative, sul nostro territorio? - si domandano -. Il presidente Del Carlo ha parlato chiaro dicendo no alla vendita delle quote. E allora perché Lattanzi vuole procedere come Fondazione Crl alla vendita? La cosa più preoccupante di questa vicenda è la prova che il destino di quello che è e sarà Lucca rimane in mano a qualche potente gruppo. Abbiamo già perso varie aziende sul territorio, a partire dalla Cassa di Risparmio di Lucca ceduta anni fa, per continuare con Clap, Valfreddana Recuperi, Salt, ora Gesam. E poi il turismo sempre più abbandonato da questa amministrazione, per finire sottoposti, con la scusa dell’area vasta, a Pisa e Livorno e per non parlare della sanità sempre di più, anche questa, sottoposta ai voleri regionali».

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