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Bilancio, pesano le imposte non riscosse

Bilancio, pesano le imposte non riscosse

La relazione di Cecchetti: «Ecco come vogliamo incassare il dovuto». Segnalate 800 case fuori regola

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LUCCA. È la riscossione delle imposte il grande problema dei conti del Comune. È quanto emerso - una volta di più - anche nella relazione al rendiconto 2015 letta ieri sera in consiglio comunale dall’assessore al bilancio Enrico Cecchetti. Per capire il tutto bisogna partire da una cifra: 19.665.000 euro. Il disavanzo dei residui riaccertato a luglio scorso che, spiega Cecchetti «segnala con chiarezza che questo problema viene da lontano ed è frutto di difficoltà e di lentezze nell’incasso di significative entrate di natura propria dell’ente che, come scrivono i revisori, “evidenziano un consistente scostamento tra accertamenti e riscossioni della gestione di competenza 2015 e una mole notevole di residui provenienti dagli esercizi precedenti».

Equitalia è un problema nel problema. Perché - spiega ancora l’assessore - la percentuale di riscossioni è «in costante discesa, fino a percentuali prossime al 10%». Per questo il Comune ha scelto di affidare il recupero a Lucca Holding Servizi. E poi di insistere sul recupero di quanto non pagato, utilizzando anche incentivi economici ai dipendenti. Inoltre, si rafforza la collaborazione con Anci sulle anomalie catastali, che ha già portato a circa 800 segnalazioni all’Agenzia delle entrate. Altra azione, «l’attività sistematica di recupero per la contribuzione ai servizi a domanda individuale come mense, trasporti, asili nido, Rsa. Un avvio - riconosce Cecchetti - in alcuni casi non semplice, anche per la mancata disponibilità di adeguati strumenti ri dilevazione puntuale del mancato incasso relativo agli anni passati, che ha portato anche a un eccesso di errori, come nel caso del primo recupero sulle mense. Ma certamente un’attività che vogliamo protare rapidamente a regime con recuperi molto più tempestivi, facendo anche ricorso a procedure bonarie.

Certo, la situazione non rimane facile. Anche perché lo Stato continua a chiedere ai Comuni: i tagli hanno superato i 7,2 milioni. Ma Cecchetti vede anche il bicchiere mezzo pieno. Innanzitutto perché con il passaggio da tassa a rariffa per i rifiuti, la Tari non transiterà più dal bilancio di palazzo Orsetti e quindi non ci saranno più le “palle al piede” dei residui che non si riescono a incassare. Inoltre, il Comune non dovrà più anticipare le spese per gli uffici giudiziari, che venivano rimborsate dallo Stato solo in minima parte. Ci sono poi le operazioni di razionalizzazione della galassia delle partecipate.

Rimane un problema, invece, la consistenza dei debiti fuori bilancio che, comunque, si riduce notevolmente in percentuale e in cifra assoluta. «Confermo - conclude Cecchetti - l’impegno costante e determinato per riportare il fenomeno entro limiti assolutamente fisiologici e rigorosamente determinati».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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