Sicurezza
Bagni di Lucca, Valentino vicesindaco fra le polemiche
BAGNI DI LUCCA. Spara a zero Marco Pelagalli, capogruppo di Voltiamo Pagina, sulla nomina di Vito Valentino come vicesindaco, con delega alla cultura (il sindaco Massimo Betti tiene per sé quella dei...
BAGNI DI LUCCA. Spara a zero Marco Pelagalli, capogruppo di Voltiamo Pagina, sulla nomina di Vito Valentino come vicesindaco, con delega alla cultura (il sindaco Massimo Betti tiene per sé quella dei lavori pubblici, lasciata dal dimissionario Stefano Tintori). Secondo Pelagalli, siamo di fronte a un «mercato delle vacche» in cui Betti, «alla frutta e disperato pensa solo a salvare la capra e i cavoli». Voltiamo Pagina mette in dubbio che le dimissioni dell'ex vicesindaco siano davvero dovute a problemi di incompatibilità, che Pelagalli dice di aver subito sollevato a inizio mandato. Le dimissioni, per il capogruppo dell'opposizione, altro non sarebbero che il tentativo di recuperare il dissidente Valentino per evitare che possa presentarsi con una sua lista alle prossime elezioni. «Sono mesi - scrive in una nota Voltiamo Pagina - che l'amministrazione Betti-Tintori va in giro a promettere assessorati per l'immediato e per il futuro; essendo solo quattro, consentiti per legge, siamo stupiti di come tutti credano di esservi nominati. Il nostro faraone comunale è un abile inventore di promesse così ben illustrate che in questi quattro anni sono diventate il filo conduttore della politica del gruppo Rinascimento. Il problema vero è che questi signori, uniti dal potere della poltrona e dalla convinzione di essere infallibili, mostrano menefreghismo e noncuranza verso i reali problemi della comunità».
Pelagalli ricorda che «nel corso di questi cinque anni la maggioranza si è frantumata, sfilacciata, disunita, e recentemente sono seguite le dimissioni del vice sindaco Tintori, risvegliatosi in questi giorni per capire che vi era una sentenza che portava la sua attività in contrasto con l'incarico politico comunale. Noi delle opposizioni era dal suo insediamento che lo dicevamo. A questo punto ci auguriamo solo che non esca dalla porta per rientrare dalla finestra; in fondo quella sua dichiarazione “che non può lavorare con il settore pubblico” ci preoccupa e parecchio vedendo il lavorio della mggioranza nell'affidare lavori a studi tecnici esterni». A giudizio di Pelagalli, «il caso pubblico più tragico e comico è il recente reingresso di Vito Valentino non solo in maggioranza, ma direttamente in giunta, a fianco di coloro che lo hanno sbeffeggiato politicamente e privatamente in Consiglio, sui giornali e in giro per il Comune. Persone che lui stesso ha criticato dichiarandosi disgustato e pentito di aver aiutato nella campagna elettorale. Povero Valentino: dinanzi alla possibilità di tornare alla corte concede sterili motivazioni. Se accetterà di rientrare sarà una caduta di immagine senza precedenti. Lasciarsi abbindolare per un posto da assessore negli ultimi 10 mesi di mandato, dopo che ha vissuto da separato in casa e non ha più avuto deleghe da almeno due anni».
Emanuela Ambrogi
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