La manifestazione
Il rombo dei motori per salutare Fabrizio
Chiesa gremita a Segromigno in Monte per il funerale del 48enne morto nell’incidente sulla Porrettana
SEGROMIGNO IN MONTE. Una grande folla ha atteso Fabrizio Bianchi nella chiesa di Segromigno in Monte per l'estremo saluto. Già una mezz'ora prima dell'inizio della funzione le vie strette e tortuose del paese erano stracolme di macchine, parcheggiate in ogni spiazzo dove fosse possibile fermarsi, tanto da costringere molti a percorrere un buon pezzo a piedi per poter raggiungere il piazzale di fronte alla chiesa. Una risposta calorosa quella della comunità ha voluto salutare così uno dei suoi figli più sfortunati. Un lutto che a tutti, raccolti a campanelli sul piazzale, pare una beffa, uno scherzo di un destino avverso. In molti parlano delle dinamiche dell'incidente sulla Porrettana costato la vita a Fabrizio: nessuno può fare a meno di notare quanto poco sarebbe bastato perché le cose andassero diversamente; una sosta in più o in meno, una deviazione per ammirare un paesaggio, una manciata di secondi avrebbero probabilmente fatto la differenza tra la vita e la morte.
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Lo sanno bene i compagni motociclisti del club Pistoni & Maccheroni, con cui Fabrizio spesso usciva per visitare località in tutta la Toscana, e che oggi non sono potuti mancare, con le proprie moto, per rendere omaggio al compagno scomparso. Quando arriva il feretro, sotto il cielo plumbeo, l'aria è pervasa da un rombare di motori, cadenzato dal sordo rintoccare della campana del paese. Dentro la chiesa, dove riesce a entrare solo una piccola parte della folla, c'è un silenzio affranto. Il parroco ha l'ingrato compito di spiegare a tutti il motivo per cui Fabrizio è dovuto morire così, a soli 48 anni, e lo fa con le parole di un uomo di chiesa, rivolgendosi direttamente ai genitori che hanno dovuto seppellire il proprio figlio, nella speranza di riuscire a portare un minimo di conforto a delle anime così duramente provate. Un amico, a nome di tutti i presenti, prende la parola per ricordare l'allegria, la passione e la disponibilità di Fabrizio, da tutti conosciuto come il "bimbo" per il suo spirito giovanile e frizzante. All'esterno, nel frattempo, una leggera pioggia inizia a cadere su quelli che non sono riusciti a entrare in chiesa. Qualcuno alza gli occhi al cielo con aria di sfida, ma il fato pare non voler infierire ulteriormente su queste persone, e la pioggia cessa giusto in tempo per la fine del funerale. Quando le campane riprendono la loro triste litania, dalla chiesa iniziano a uscire le persone, e all'arrivo del feretro preceduto dagli anziani genitori si accende di nuovo un rombo di motori, a cui si accompagna come di consueto lo scrosciante applauso di tutti coloro che non hanno altro modo di esprimere il loro affetto al caro defunto. Un lungo corteo di motociclette si dipana poi dietro al carro funebre, che si dirige lentamente verso il cimitero locale, accompagnando Fabrizio nel suo ultimo viaggio.
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