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Lucca

Franchi spara a zero «Tutto da cambiare all’interno della Cgil»

Franchi spara a zero «Tutto da cambiare all’interno della Cgil»

LUCCA. «A livello generale, manca un progetto di svolta nel Cgil: nei diritti, attività e indirizzi produttivi, nel sociale, nella prevenzione e sicurezza. Oggi, per chi come me ha speso una vita per...

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LUCCA. «A livello generale, manca un progetto di svolta nel Cgil: nei diritti, attività e indirizzi produttivi, nel sociale, nella prevenzione e sicurezza. Oggi, per chi come me ha speso una vita per la causa dei lavoratori come dirigente sindacale in più ategorie e a più livelli in Cgil, questo è motivo di amarezze e delusioni. Fa molto male vedere che quello che prevale nella maggioranza dei gruppi dirigenti odierni è una oligarchia che mette al centro di ogni intervento l'interesse personale». Sono le parole di Umberto Franchi, ex dirigente in Cgil oggi a riposo. Parla in vista anche del cambio di testimone che si annuncia per oggi alla Cgil provinciale: nel corso dell’assemblea generale si attendono le dimissioni del segretario generale Franco Chiriaco e l’ingresso al suo posto dell’empolese Rossano Rossi.

Franchi è indignato nei confronti della «vecchia casta nata in Cgil tra gli anni 40 e 50 che continua a rigenerare se stessa, senza alcun rinnovamento. A Lucca abbiamo per questo un segretario generale (Chiriaco, ndr) della venerabile età di 74 anni. I dirigenti, anche quando vanno in pensione, continuano a svolgere funzioni di collaborazione pagate, in molte attività di servizio della Cgil, per non parlare del sindacato dei pensionati, lo Spi, che nei territori è diventato un feudo riempito da ex dirigenti di diverse categorie, che continuano (sempre i soliti) a svolgere attività (pagate) nelle leghe e nei territori fino alla morte per vecchiaia».

«Quello che prevale a Lucca e in genere nella Cgil - continua Franchi - è il male oscuro fatto di tatticismo, opportunismo, la ricerca di alleanze di gruppi contro altri, sempre con la copertura di essere in maggioranza congressuale, ma col fine di mantenere la carica ricoperta e rafforzare il piccolo o grande potere personale. La questione è di come cambiare i gruppi dirigenti facendo nascere nuove leve motivate e impegnate. Nella nostra provincia il segretario generale e il segretario responsabile si dimetteranno l'8 giugno: hanno dimostrato di non essere all'altezza della situazione. A Lucca sin dal congresso svolto nel 2010, c'è stata una gestione burocratica autoritaria, con dirigenti di maggioranza, che non solo non sono riusciti a fare un’analisi corretta di ciò che sta succedendo sul territorio e a darsi una organizzazione decentrata all'altezza della situazione. Non sono riusciti nemmeno a fare proposte capaci di incidere sulla realtà sociale, da sostenere attraverso una gestione unitaria della Cgil. Abbiamo assistito a un percorso di parte, che ha proceduto in modo burocratico, diviso dai lavoratori. ai nuovi segretari auguro di cambiare nel profondo la Cgil di Lucca, dubito che ci riusciranno. Per cambiare questa realtà servirebbe un nuovo movimento operaio dal basso come fu quello del ’68».

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