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Riprende oggi a Roma il confronto sul caso Snai

Riprende oggi a Roma il confronto sul caso Snai

LUCCA. Come anticipato nelle scorse settimane il confronto sul futuro dei dipendenti Snai si sposta dal piano locale a quello nazionale. E giusto oggi, nella sede di Roma della società, si svolgerà...

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LUCCA. Come anticipato nelle scorse settimane il confronto sul futuro dei dipendenti Snai si sposta dal piano locale a quello nazionale. E giusto oggi, nella sede di Roma della società, si svolgerà il confronto tra i sindacati, le Rsu delle varie aziende che compongono il gruppo e la Snai stessa.

L’apertura di un tavolo nazionale è il naturale seguito del processo di fusione di Snai (nel ruolo di società incorporante) delle società Cogemat, Cogetech, Cogetech Gaming e Azzurro Gaming, e della conseguente necessità di affrontare le varie questioni che riguardano il gruppo e i suoi dipendenti. Una panoramica generale su cui poi si dovranno andare ad innestare anche le questioni che riguardano le singole componenti del gruppo (come, nel caso della Snai di Porcari, l’ipotesi del trasferimento di una fetta consistente di dipendenti nelle sedi di Milano e Roma).

In totale si tratta di confrontarsi sul destino di 728 lavoratori, la maggior parte (504) proprio del gruppo Snai (400 dei quali impiegati nella sede di Porcari).

In ogni caso l’incontro odierno un aspetto positivo ce l’ha, ossia il fatto che – seppur su un piano diverso – la trattativa azienda-sindacato riprende (poi bisognerà vedere con quali esiti). Una trattativa che, tornando nel caso specifico di Porcari, si era bruscamente interrotta all’inizio del mese di maggio, quando dopo mesi di confronti a vuoto su quelli che avrebbero dovuto essere gli assetti futuri di Snai alla luce dell’annunciata riorganizzazione (la stessa che avrebbe dovuto comprendere i temuti trasferimenti) scattò la mobilitazione dei lavoratori.

Visto che, come sottolinearono i sindacati, il piano industriale più volte annunciato da Snai tardara a essere presentato, fu deciso un pacchetto di scioperi.

Il primo, con tanto di corteo dall’azienda al municipio di Porcari, fu messo in pratica. E, a sua volta, la decisione di dar vita alla protesta, provocò la reazione della società che decise di chiudere ogni confronto.

Una sorta di domino che sembrava destinata a portare a un muro contro muro senza soluzioni. Poi, però, la situazione è cambiata, al punto che la mobilitazione (che avrebbe previsto un nuovo sciopero a fine maggio) fu sospesa dopo un’assemblea dei lavoratori.

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