Il Tirreno

Lucca

Al ballottaggio dopo una notte di caos

di Luigi Spinosi
Al ballottaggio dopo una notte di caos

Fagni non riesce a superare la soglia del 50%. Il nuovo metodo ha provocato errori tra gli elettori e ritardi nello spoglio

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ALTOPASCIO. La battuta migliore è quella ascoltata intorno alle 4 del mattino tra i tanti che ancora si aggiravano nelle aule delle scuole Pascoli, dove si concentravano la maggior parte dei seggi: «Bisogna ridurre la natalità e tornare sotto i 15mila abitanti». Probabilmente l’anonimo autore era un simpatizzante di Fagni, che senza il doppio turno (che scatta, appunto, sopra i 15mila abitanti) dalla scorsa notte sarebbe sindaco. Ma, alla fine, ne è venuta fuori una battuta super partes, almeno tra chi era impegnato a vivere quell’estenuante scrutinio. Sì, perché il nuovo metodo non è stato evidentemente digerito, e l’effetto “prima volta” lo si è visto al momento dello spoglio. Sia negli errori che hanno caratterizzato le schede, sia nei tempi biblici per arrivare a completare le operazioni di scrutinio.

Il dato che colpisce non è tanto quello delle schede nulle, che alla fine sono state 203 (il 2,7% del totale), un dato quasi fisiologico: addirittura nel 2011 furono di più, 216. Il problema si è verificato soprattutto con il voto di lista e, ancor di più, con le preferenze ai singoli consiglieri. Errori che alla fine non hanno punito i candidati sindaco, visto che il voto, quando la volontà dell’elettore era chiara, veniva assegnato. Ad essere annullate, e in gran numero, sono state le singole preferenze (e, appunto, diversi voti di lista).

Gli errori più comuni? Sulle liste il più diffuso è stato quello della doppia croce: 3 candidati su 4 avevano più liste a sostegno e molti elettori, forse non sapendo dove fare la croce, hanno segnato tutti i simboli dei partiti che lo sostenevano. L’effetto è stato quello di dare sì il voto al sindaco, ma senza preferenze di lista. Alla fine in questo caso le conseguenze sono state minime. Al contrario invece la composizione del futuro consiglio nei sui singoli componenti rischia di essere pesantemente influenzata dai tanti sbagli fatti. Dai nomi di candidati inesistenti (e in quel caso l’intera scheda è stata annullata) al doppio voto senza rispettare la differenza di genere (un uomo e una donna). Ma, soprattutto, nell’epoca del voto disgiunto (non molto praticato in quest’occasione), ad Altopascio è stata inventata la “preferenza disgiunta”: ossia i nomi dei candidati consigliere scritti accanto al simbolo di un partito che non era il loro.

Questi tanti errori, la necessità di interpretarli in base al regolamento, e le complicazioni già intrinseche al nuovo meccanismo, si sono tradotte in un lavoro lentissimo per gli scrutatori, con alcune sezioni che hanno chiuso tutte le pratiche quando ormai erano le 5 del mattino. Questo ha impedito a lungo di avere anche un quadro dell’esito. All’inizio infatti sembrava che Fagni potesse superare il quorum, ma era un dato influenzato da una questione di metodo, poiché in una sezione (la 5) avevano adottato una lettura delle schede magari non da manuale, ma intelligente e più veloce, ossia dividerle prima per candidato sindaco e poi conteggiarle e analizzare le preferenze. E facendo partire la lettura proprio da Fagni all’inizio il distacco dagli avversari è salito alle stelle.

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