Sicurezza
È un padre di 39 anni l’uomo morto sul Brennero
Antonello Grigoli Chimera viveva a Saltocchio con i suoi due bambini Non vedendolo tornare a casa hanno chiamato la zia che vive a Livorno
LUCCA. Ha un nome il ciclista morto sabato pomeriggio sulla statale del Brennero. E l’identificazione rende la vicenda ancor più dolorosa, perché quel nome si porta dietro storie e affetti, soprattutto quelli di due figli, lacerati dal dolore per una perdita tanto inattesa quanto brutale. Antonello Grigoli Chimera, questa l’identità della vittima, era un dipendente dell’Esselunga di Marlia (reparto macelleria) e viveva a Saltocchio, insieme ai suoi due ragazzi adolescenti.
Sabato pomeriggio era uscito di casa in bicicletta finché alle 18,45, percorrendo la statale del Brennero, si è accasciato a terra, come colpito da un fulmine. Morto. Inutili i soccorsi inviati dal 118 che sul posto aveva mandato anche l’elisoccorso Pegaso per un trasporto ultraveloce in ospedale. Niente da fare: il cuore del 39enne aveva già cessato di battere.
I due ragazzi, un maschio e un femmina, non vedendo rientrare il padre per l’ora di cena, si sono preoccupati e hanno chiamato la zia che abita a Livorno. «Babbo non è tornato», le hanno detto. Una frase che ha messo in allarme Carmen Grigoli Chimera: la donna si è messa in contatto con i carabinieri di Ponte a Moriano per capire se fosse successo qualcosa di grave a suo fratello. I militari hanno subito pensato che potesse esserci un collegamento con il ciclista morto poche ore prima e non ancora identificato. Grigoli, infatti, era privo di documenti: aveva con sé solo il cellulare, peraltro bloccato dal codice Pin. I vigili della municipale di Lucca, intervenuti sul posto per i rilievi, avevano anche preso contatti con la compagnia telefonica per cercare di sapere il nome dell’intestatario della scheda Sim. Ma niente da fare: fino al primo pomeriggio di ieri il ciclista era ancora senza nome. Almeno finché i parenti dell’uomo si sono presentati all’obitorio per riconoscere la salma. Purtroppo era proprio il loro caro.
Il magistrato di turno Antonio Mariotti ha già dato il nulla osta per restituire il cadavere alla famiglia che ora potrà organizzare i funerali.
Una storia triste quella della famiglia Grigoli Chimera, già macchiata da un lutto stradale: il 18 maggio 2012, sul viale di San Concordio, perse la vita Francesco Sforzi, imprenditore 32enne e padre di due bambini. Viaggiava in sella a una Husqvarna 600 quando si scontrò con un pick-up che stava entrando nella stazione di servizio. L’impatto fu tremendo e per il motociclista, che era il cugino di Antonello Grigoli Chimera, non ci fu niente da fare.
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