Sicurezza
«Una riforma malfatta» comitato del “no” all’attacco
Alla conferenza in Palazzo Ducale c’erano il costituzionalista Paolo Bianchi e Nadia Urbinati, presidente di Libertà e Giustizia: «Non si tocca la Costituzione»
LUCCA. «Una riforma costituzionale malfatta che porterà serie conseguenze alla nostra democrazia». Le parole sono di Nadia Urbinati, presidente di Libertà e Giustizia intervenuta ieri all’incontro che si è svolto a Palazzo Ducale promosso dal Comitato del no alle modifiche costituzionali .
«La riforma lascia aperte molte questioni fondamentali per l'Italia e la società in cui viviamo, privando i cittadini dei diritti acquisiti in tanti anni - ha detto Urbinati - . I contenuti ci preoccupano seriamente, così come l'uso plebiscitario sul popolo, voluto da Renzi per confermare la propria leadership e un sistema politico accentrativo che sposta il baricentro sul governo, togliendo voce al popolo che così sarà ancora meno motivato ad andare a votare».
Secondo Urbinati, «la riforma potrebbe con un colpo di spugna cancellare molte leggi scritte 70 anni fa dai padri fondatori della nostra Costituzione». E sempre la presidente di Libertà e Giustizia poi aggiunge: «Il Pd di Renzi non è di sinistra, ma populista. Al Presidente del Consiglio, peraltro non eletto democraticamente, interessa solo arrivare a un accordo di maggioranza, anche risicata, per raggiungere il suo scopo, ma i cittadini non sanno a cosa stanno andando incontro con una riforma che toglierebbe loro la possibilità di scegliere liberamente chi votare».
Un metodo, quello adottato dal governo Renzi che, secondo Nadia Urbinati, è al di là di ogni logica e rischia di compromettere irrimediabilmente la stabilità del nostro Paese. Un sistema che, sempre secondo la presidente, «non è semplificativo, ma contiene tanti punti oscuri». L’obiettivo dei comitati del No è quindi sensibilizzare i cittadini sul tema del referendum che, secondo il costituzionalista Paolo Bianchi, «non guarda alle reali esigenze dei cittadini e ai veri problemi dell'Italia, come la disoccupazione e una sanità che cade a pezzi, ma mira a concentrare maggiori poteri su chi governa». «Questa riforma altera la sovranità popolare che dovrebbe essere intoccabile», hanno aggiunto poi il professor Luca Baccelli e Umberto Baldocchi, referente del coordinamento Democrazia Costituzionale che si stanno adoperando per promuovere iniziative sul territorio, oltre ai punti di raccolta firme.
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