Il Tirreno

Lucca

Oltre 200 profughi assegnati senza bando

Oltre 200 profughi assegnati senza bando

Esaurite le graduatorie le associazioni si auto-candidano: 32,98 euro al giorno per migrante. E poi c’è l’incognita affitti

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«Basta con le procedure d'emergenza». Lo annunciava poco più di un anno fa il neo-ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio a Repubblica. Parlava di appalti pubblici e segnalava i rischi insiti in tali meccanismi. Ora si scopre che in un settore del tutto diverso come quello dell’accoglienza ai richiedenti asilo, le procedure d’emergenza sono utilizzate. E molto. Degli 807 migranti presenti in provincia di Lucca, ben 227 (il 28% ma in questi giorni le assegnazioni sono continuate) vengono gestiti da soggetti che non hanno partecipato a un bando pubblico. Il motivo? Le graduatorie risultanti dalle due gare precedenti erano esaurite e visto che gli arrivi non cessavano, in attesa di pubblicare un altro bando (uscito pochi giorni fa), si è proceduto sulla base di manifestazioni di interesse o auto candidature che dir si voglia. In pratica, l’associazione X si presenta alla prefettura con la disponibilità di un immobile (appartenente spesso a un privato) per ospitare un certo numero di migranti. La prefettura fa le verifiche del caso e, se è tutto in regola, stipula una convenzione che obbliga l’associazione a rispettare determinati obblighi. Poi le versa un corrispettivo giornaliero per ciascun migrante ospitato. «La cifra – spiegano dalla prefettura – è di 32,98 euro, pari al prezzo medio risultante dai bandi di gara. In questo modo si cerca di evitare discriminazioni tra chi partecipa al bando e chi no». Il budget di cui dispone la prefettura per la gestione dei migranti è stabilito ogni tre mesi sulla base di un’analisi degli arrivi passati e futuri. «Nell’ultimo trimestre ci sono stati accreditati 2 milioni e 300mila euro per gestire l’accoglienza», spiegano da palazzo Ducale. Soldi, dunque, ne girano parecchi tant’è che in molti tentano di lanciarsi nel business dell’accoglienza. Ecco come funziona: un’associazione che si aggiudica la gestione di 40 migranti prende 1.319 euro al giorno, 9.234 euro la settimana, 39.570 euro l’anno. Considerando che per ottenere una risposta alla domanda di protezione internazionale i profughi devono rimanere nelle strutture almeno 12 mesi (senza contare gli eventuali ricorsi in caso di bocciature) la cifra incassata per 40 migranti è di 481mila euro. Soldi che devono servire per fornire loro cibo, vestiti, corsi di italiano, assistenza psicologica e ovviamente vitto e alloggi. Ma chi controlla? «Le associazioni che gestiscono i profughi vengono visitate periodicamente – spiegano da palazzo Ducale – Esperti e personale della prefettura fanno dei sopralluoghi. L’esito di questi controlli finisce in un report che viene inviato al ministero dell’Interno». Ma con che cadenza vengano effettuati tali sopralluoghi, su quante strutture sono già stati fatti e su cosa sia emerso (tutto in regola?) per ora non è chiaro. Dalla prefettura promettono di farci avere dati più aggiornati nei prossimi giorni e garantiscono che comunque i controlli sono continui e approfonditi. Aspettiamo.

L’altra questione interessante riguarda gli affitti degli immobili in cui vengono ospitati i profughi: «Conosciamo l’identità dei proprietari – spiegano da palazzo Ducale – e facciamo i controlli previsti dal ministero dell’interno (controllo al casellario giudiziale e le verifiche previste dal codice anti-mafia). Ma gli importi pagati dalle associazioni non sono noti alla prefettura: si tratta di accordi tra privati, cioè tra il titolare della convenzione e i proprietari degli immobili che ospitano i migranti. Noi sappiamo qual è la cifra complessiva che mettiamo a disposizione, ma come se la spartiscono tra gestori e affittuari non ci è dato saperlo».

Tutto un po’ nebuloso, dunque. Succede così che tra i soggetti a cui viene pagato l’affitto da una delle associazioni che ha stipulato la convenzione con la prefettura (l’Odissea) ci sia anche la Borgo Biaia srl, società intestata alla signora Maria Biada. Tale società è proprietaria di un agriturismo a Camporgiano dove sono ospitati 28 profughi (in certi momenti si è superata anche la soglia dei 40). Un caso singolare dato che Camporgiano ha solo 2.400 abitanti e per rispettare la soglia di accoglienza indicata dalla Regione dovrebbe ospitare appena 4 profughi. Fatto sta che l’immobile nei giorni scorsi è stato sottoposto a sequestro preventivo dal Gico della tributaria della Guardia di Finanza di Firenze. Secondo gli inquirenti l’immobile assieme ad altri beni sequestrati è riconducibile a Pietro Raffaelli, 68 anni, ex avvocato ed ex presidente del Viareggio Calcio nel 1988 accanto a Giorgio Mendella. I finanzieri ipotizzano che attraverso una holding ancora attiva a Lucca il professionista stesse cercando di disperdere i propri beni, con il coinvolgimento di prestanome e società fittizie. Nel caso di Borgo Biaia il sequestro preventivo non va a toccare l’operatività della struttura che per ora continuerà a ospitare i migranti. Ma segnala che nei meccanismi di controllo sulle strutture che ospitano i migranti qualcosa non funziona.

Gianni Parrini

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